NORME E TRIBUTI MESE

Il riporto delle perdite fiscali per i soggetti Ires e Irpef

La legge di Bilancio 2019 ha sostanzialmente allineato le regole sull’utilizzo e sulla riportabilità delle perdite fiscali dei soggetti Irpef rispetto a quelli Ires, prevedendo che le perdite delle imprese individuali e quelle derivanti dalla partecipazione in società di persone, in regime contabile semplificato e ordinario, siano compensabili con altri redditi di impresa dell’anno stesso e, per l’eccedenza, sono riportabili in avanti senza limiti di tempo, ma possono ridurre gli imponibili futuri solo nel limite dell’80% di questi (salvo che per le perdite dei primi tre anni di attività). Nonostante l’indubbio avvicinamento al regime dei soggetti Ires, la disciplina delle perdite fiscali per i soggetti Irpef presenta tuttora alcune peculiarità, soprattutto per quanto riguarda i soggetti “minimi” e “forfetari”, nonché per gli esercenti arti e professioni.

di Giorgio Gavelli e Fabio Giommoni

IVA

Territorialità dei servizi, il rebus Iva della tassazione delle manifestazioni culturali

La qualificazione territoriale Iva delle prestazioni costituite dalla realizzazione e dalla partecipazione ad una manifestazione culturale, scientifica e sportiva è stata oggetto di numerose pronunce giurisprudenziali e di prassi nazionali e internazionali. Ancora oggi a 10 anni dalla riforma del 1° gennaio 2010 e anche dopo l’intervento del regolamento 282/2011 esistono interpretazioni dissonanti e fuorvianti. Un po’ di luce viene offerta dalla Corte di giustizia con la sentenza del 13 marzo 2019 (causa C-647/17) e dalle relative conclusioni dell’Avvocato generale della stessa Corte di giustizia. Obbiettivo dell'analisi è fare il punto sul tema, cercando di fornire un orientamento per dirimere la specifica questione. 

di Benedetto Santacroce e Federica Polsinelli

IVA

Il regime Iva dei contributi pubblici, imponibili solo con prestazione sottostante

L’agenzia delle Entrate si è recentemente occupata del regime Iva dei contributi pubblici. Anche quest’ultimo intervento, come i precedenti, non deriva da una modifica della norma di riferimento, bensì solo dalla necessità di qualificare il rapporto giuridico sottostante tutt’altro che pacifico. Si tratta, infatti, di una situazione alquanto controversa che ha sviluppato numerosi contenziosi tutt’ora pendenti. A tal fine, occorre verificare se l’erogazione del denaro avvenga o meno in forza di uno scambio di prestazioni sinallagmatiche.

di Laura Ambrosi e Massimo Baglioni

Amministratori di società, conferme ed eccezioni sulla responsabilità delle persone giuridiche

L’applicazione delle sanzioni amministrative tributarie alle persone giuridiche, anche dopo le modifiche normative risalenti ormai al 2003, resta una questione dibattuta sulla quale sono frequenti le decisioni dei giudici di legittimità, volte a dirimere controversie sull’individuazione del soggetto imputabile. Il rapporto di immedesimazione organica tra ente ed organo amministrativo, ove non sia dimostrato un vantaggio esclusivo conseguito da quest’ultimo, risulta determinante per l’applicazione della sanzione in capo alla persona giuridica. Il percorso ermeneutico dei giudici di legittimità e le soluzioni proposte testimoniano la necessità di individuare una coerenza interpretativa all’interno di un sistema che tuttavia necessita di una riforma che dovrebbe restituire centralità alla funzione afflittivo/preventiva della sanzione attraverso una miglior trasposizione normativa del principio di colpevolezza.

di Alberto Renda

Trust non residenti, tassazione diversificata per trasparenti e opachi

La tassazione dei trust non residenti ai fini fiscali in Italia è stata di recente oggetto di importanti novità normative. L’articolo 13 (“ Trust ”) del Dl 124/2019 ha introdotto nell’ambito del Dpr 917/1986 nuove disposizioni che riguardano, da un lato, l’imponibilità delle distribuzioni da trust residenti in giurisdizioni a fiscalità privilegiata e, dall’altro lato, la determinazione dei redditi imputabili a beneficiari italiani nei casi in cui sia difficile distinguere la parte delle attribuzioni riferibile al patrimonio e al reddito del trust estero. L’importanza e la portata di tali interventi legislativi si coglie ancor più considerando il quadro normativo e gli orientamenti di prassi vigenti prima della novella.

di Massimo Antonini e Giovanni Cristofaro e Paolo Piantavigna

Verbale di assemblea, tassato il finanziamento soci formato per corrispondenza

La disciplina in materia di imposta di registro, relativa alla tassazione delle disposizioni enunciate, dettata nell'articolo 22 del Dpr 131/1986, si applica anche agli atti formati mediante corrispondenza. Ne discende che ove in un verbale di assemblea di società, nel quale sia deliberato il ripianamento delle perdite e sua ricostituzione mediante rinuncia dei soci ai finanziamenti in precedenza effettuati nei confronti della società, venga enunciato un precedente atto di finanziamento formato mediante corrispondenza, esso deve essere assoggettato ad imposta di registro, trattandosi di atto avente ad oggetto prestazioni a contenuto patrimoniale, finalizzato a determinare una modificazione della sfera patrimoniale e suscettibile di valutazione economica (Cassazione 32516/2019). Del verbale di assemblea si è di recente occupato anche il Consiglio Notarile di Milano (massima 187/2020), ammettendo l'intervento in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione della totalità dei partecipanti alla riunione.

di Elisabetta Smaniotto

Fusioni, evoluzioni interpretative sui test di vitalità per il riporto di perdite ed eccedenze

L’esame della risposta 88 dello scorso marzo fornita dall’agenzia delle Entrate, con la quale è stata riconosciuta la riportabilità delle posizioni soggettive della società partecipante alla fusione che aveva concesso in affitto l’unica azienda e quindi non superava il test relativo al personale, offre l’occasione per ripercorrere ed approfondire il tema della ratio e delle modalità per la disapplicazione dell’articolo 172, comma 7, del Dpr 917/1986 che ha subito una importante evoluzione dall’epoca della sua introduzione nel 1986.

di Simone Buffoni e Antonio Tomassini

Oic, le regole per il passaggio ai principi contabili nazionali

L'Organismo italiano di contabilità ha dettato le regole per il passaggio ai principi contabili nazionali. Il principio contabile Oic 33 indica le regole contabili per le imprese che, dopo avere redatto il bilancio in base ai principi contabili internazionali (Ias/Ifrs) o ad altre norme, tornano a redigerlo in base alle disposizioni del Codice civile. Il Dlgs 38/2005 prevede la possibilità di revocare la scelta al ricorrere di circostanze eccezionali ma non contiene le modalità operative. Il documento include la riclassificazione di attività e passività in base ai principi contabili nazionali quando una società passa da altre regole contabili a quelle del Codice civile e dei principi nazionali. Possibile l’applicazione a partire dall’1 gennaio 2019.

di Franco Roscini Vitali

Custodia e amministrazione dei beni, gli accorgimenti per una liquidazione giudiziale più snella

Legge delega e il Codice della crisi non portano significativi cambiamenti sulla custodia e sull’amministrazione dei beni nella liquidazione giudiziale. Anche se degna di rilievo è l’eventualità dell’apposizione dei sigilli, rimanendo immutate le finalità e le modalità di tale fase. In generale, si assiste a modesti, ma significativi aggiustamenti, nel segno della semplificazione. Non da ultimo, l’introduzione del domicilio digitale e del fascicolo informatico della procedura indicano la scelta univoca del legislatore di informatizzare ulteriormente la procedura di liquidazione giudiziale.

di Piera Pellegrinelli

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