NORME E TRIBUTI MESE

Trattamento di fine mandato degli amministratori: deduzione solo con atti di data certa

La recente risposta di consulenza giuridica resa dall’agenzia delle Entrate all’Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili di Novara (901-4/2018) e la sentenza della Cassazione penale del 27 giugno 2019, n. 28171, forniscono nuovi spunti sulla disciplina tributaria del trattamento di fine mandato destinato agli amministratori di società, nonché l’occasione per riepilogarne i tratti essenziali. Prima di affrontare il contenuto di tali pronunce, è utile riepilogare in modo sistematico i tratti essenziali di tale disciplina. L'analisi muoverà quindi dai profili civilistici e affronterà il trattamento fiscale del Tfm nel caso in cui l’ufficio di amministratore sia ricoperto da una persona fisica.

di Matteo Giacomelli

Interessi passivi: limite alla deducibilità in funzione antielusiva

Nel contesto europeo la disciplina fiscale degli interessi passivi – con la previsione del limite del 30% dell’Ebitda “fiscale” per la deducibilità, come valorizzata nel considerando 6 della direttiva Atad - assume una valenza prettamente antielusiva, volta a contrastare le pratiche dei gruppi societari multinazionali che concentrano la liquidità di gruppo nelle giurisdizioni con fiscalità più favorevole o concentrano il debito nelle giurisdizioni a maggiore pressione fiscale. Sarebbe opportuno che l’agenzia delle Entrate confermasse espressamente la possibilità di disapplicazione dell’articolo 96 del Tuir, indicando allo stesso tempo le circostanze che consentono tale disapplicazione.

di Giacomo Albano

IVA

Commercio elettronico di beni: il trattamento Iva a partire dal 2021

È in atto una riforma dell’Iva per modernizzare un sistema in essere da circa cinquant’anni durante i quali si è passati da mercati prevalentemente chiusi e limitati agli Stati membri ad un mercato aperto e globalizzato con notevoli scambi all’interno dell’Unione. I cantieri aperti a livello delle istituzioni europee sono numerosi tra cui i principali sono la riforma delle aliquote, il regime Iva delle piccole e medie imprese, il regime degli scambi B2B all’interno dell’Unione e, infine, le regole sul commercio elettronico di beni. In particolare, in quest’ultimo ambito, le nuove regole (modifiche alla direttiva 2006/112/Ce) entreranno in vigore nel 2021 e dovrebbero semplificare e rendere più efficace ed efficiente il sistema di applicazione dell’Iva per le vendite a distanza B2C. Tale regole disciplineranno ad esempio le vendite di beni ai consumatori dai siti aziendali, quelle intermediate da piattaforme e quelle che si sono concluse in mercati virtuali.

di Luca Lavazza e Davide Accorsi

Accertamento a tavolino: il giudice valuta caso per caso se l'eccezione è meramente pretestuosa

La Cassazione con l’ordinanza 20747/2019 è tornata ad occuparsi di contraddittorio endoprocedimentale in ambito Iva per chiarire che, in assenza di specifica previsione normativa di nullità volta a sanzionare ex ante la violazione del contraddittorio, spetta al giudice valutare caso per caso, attraverso un esame ex post , la rilevanza annullatoria del mancato rispetto del contraddittorio preventivo. In particolare, il giudice deve annullare l’accertamento c.d. “a tavolino” se ritiene che la violazione procedimentale eccepita non sia “meramente pretestuosa”, avendo il contribuente assolto nel suo ricorso l’onere di enunciare in concreto le ragioni che egli avrebbe potuto prospettare nel contraddittorio preventivo e che, se esposte, avrebbero potuto indurre l’Amministrazione finanziaria ad ulteriori approfondimenti istruttori e ad un diverso esito accertativo. La pronuncia è interessante (anche) perché precisa che le ragioni che costituiscono la “prova di resistenza” devono essere valutate dal giudice in riferimento al momento del mancato contraddittorio.

di Massimo Antonini e Paolo Piantavigna

Omesso versamento Iva: istruzioni su rischi e rimedi

La scadenza dell'acconto Iva di fine anno segna la data di consumazione del reato di omesso versamento dell'Iva dovuta per l'anno precedente. Pertanto, in assenza dei pagamenti dovuti, si realizzarà il delitto relativo al periodo di imposta 2018. Secondo la Suprema Corte nel debito rilevante ai fini del reato va considerata solo l'imposta dichiarata e non versata senza gli interessi trimestrali eventualmente dovuti. Va da sé che con l'approssimarsi della scadenza del 27 dicembre è conveniente effettuare una valutazione circa i possibili rischi e gli eventuali rimedi per evitare la suddetta commissione del reato ovvero ottenere la sua estinzione.

di Laura Ambrosi

Società estinte: la "resurrezione quinquennale" alla Consulta

La cancellazione delle società di capitali dal Registro delle imprese ha causato diversi problemi in ambito accertativo, in particolare con riferimento alla notifica degli atti impositivi e alla legittimazione processuale in caso di ricorso contro gli stessi. L'emanazione dell'articolo 28 del Dlgs 175/2014 anziché realizzare una semplificazione fiscale ha prodotto una nuova fonte di contenzioso per le società che, anche se estinte, continuano "a vivere" per ulteriori cinque anni al solo scopo di adempiere agli obblighi impositivi rimasti non onorati. In questo scenario di dubbi e contraddizioni si inserisce l'ordinanza della Ctp di Benevento 142/2019 che rimette alla Consulta ogni valutazione in merito alla costituzionalità del testo normativo e all'operato fino a ora compiuto dalla giustizia tributaria italiana.

di Roberto Bianchi

Aumento di capitale senza diritto di opzione: è legittimo con il prezzo di emissione da determinare

È legittima la delibera di aumento di capitale sociale a titolo oneroso con esclusione del diritto di opzione, nella quale sia fissato solo il prezzo minimo di emissione delle azioni, poiché è possibile rimettere all’organo amministrativo il potere di determinarlo (in aumento), in via discrezionale o in base a criteri individuati nella delibera di emissione, oppure può essere stabilito che detto prezzo venga determinato in base a criteri oggettivi. Altresì, deve ritenersi legittima la delibera di aumento di capitale sociale con esclusione del diritto di opzione, ove la sottoscrizione venga condizionata al verificarsi di determinati eventi, purché non meramente potestativi. Si tratta di taluni dei principi espressi dal Comitato Interregionale dei Consigli Notarili delle Tre Venezie nei recenti orientamenti diffusi in materia di aumento di capitale sociale a titolo oneroso.

di Elisabetta Smaniotto

Ifrs 16: con le nuove regole anche qualche complicazione

Con il nuovo Ifrs 16, in vigore dal 1° gennaio 2019, la distinzione fra leasing operativi e leasing finanziari non è più prevista: viene ora richiesto al locatario di riconoscere nello stato patrimoniale quasi tutti i contratti di leasing valorizzando il diritto di utilizzo dell’attività oggetto del contratto e la contemporanea rilevazione di una passività. La differenza tra le due tipologie di leasing rivive, ai soli fini fiscali, nel decreto del 5 agosto scorso in cui il Mef ha tracciato le disposizioni fiscali di raccordo tra le regole di determinazione delle basi imponibili Ires e Irap ed il nuovo principio, con le regole di deduzione attuali che vengono conservate. La nuova modalità di contabilizzazione dei leasing , introdotta per una migliore rappresentazione degli effetti nei prospetti economico-finanziari dei locatari, comporta importati impatti nei bilanci, nei processi interni e sui sistemi informatici; tuttavia diversi sono i dubbi interpretativi che sussistono e quelli che si profilano all’orizzonte.

di Alessandro Turris e Maurizio Barbin

Gestione dell'impresa: le novità sulla crisi e insolvenza prospettica

Il tema della crisi/insolvenza prospettica impegna da tempo dottrina e giurisprudenza circa il fatto che essa possa o meno determinare un giudizio in merito all’esistenza di un presupposto attuale – come l’insolvenza conclamata - per la dichiarazione di fallimento. Ora un decreto del Tribunale di Milano – il 1357/2019 R.G.F. -  offre lo spunto per l’approfondimento del tema, anche e soprattutto alla luce delle novità introdotte col comma 2 dell’articolo 2086 del Codice civile, in  riferimento alla adeguatezza della struttura organizzativa, amministrativa e contabile dell’impresa.

di Giuliano Buffelli

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