NORME E TRIBUTI MESE

Legge di Bilancio 2018: incentivi alle imprese tra conferme e novità

Commentare le più significative novità in materia fiscale e di giustizia della proposta di legge di Bilancio (Ddl A.S. 2960, tutt’ora in discussione al Senato) non è facile anche perché mai come negli anni elettorali il c.d. “assalto alla diligenza” parlamentare si fa intenso, con migliaia di emendamenti e l’attenzione a questa o quella categoria che si assume in angoscia economica o sociale. Il quadro generale degli elementi più rilevanti è però possibile fin d’ora. Sono stati quindi tenuti in considerazione solo alcuni fra gli elementi più significativi della manovra in fieri sotto il profilo fiscale e giudiziario, essendo tuttavia chiaro che anche tutte le altre disposizioni hanno una valenza indirettamente fiscale, pur ascrivendosi più correttamente a misure di natura sociale, previdenziale o economica in senso lato.

di Mario Cavallaro

Iperammortamento: individuazione del momento di effettuazione degli investimenti

La proroga delle disposizioni in materia di iper e superammortamento, prevista dal disegno di legge di Bilancio 2018, pone nuovamente all'attenzione degli operatori le problematiche relative alla corretta individuazione dell’ambito temporale dell’agevolazione. Gli aspetti più controversi riguardano gli investimenti che vengono realizzati con contratti (appalto o vendita-appalto) la cui esecuzione è a cavallo di più periodi di imposta. 

di Luca Gaiani

Impresa individuale: per i "beni merce" immissione al valore normale

Con riguardo all’impresa individuale, il passaggio dei beni dal patrimonio personale a quello imprenditoriale è regolato solo in parte: infatti, l’articolo 65, comma 3-bis, del Tuir disciplina tale “passaggio” solamente per i beni strumentali. Non risulta invece disciplinata tale vicenda circolatoria relativamente ad altri beni, quali, ad esempio, i “beni merce”. In mancanza di una specifica disposizione normativa in proposito, si ritiene che, per i beni diversi da quelli strumentali, la valorizzazione, nel caso di passaggio dal patrimonio personale a quello d’impresa, debba avvenire sulla base del valore normale esistente al momento dell’“immissione”.

di Dario Deotto e Stefano Zanardi

Il beneficiario effettivo al vaglio della recente giurisprudenza interna e comunitaria

Clausola con finalità antiabuso, il "beneficiario effettivo" mira a contrastare il c.d. treaty shopping , la selezione abusiva dei trattati per ottenere le diposizioni pattizie più favorevoli con l'interposizione di un soggetto terzo fra destinatario finale del reddito ed il suo debitore. Sia per l'Amministrazione finanziaria che per i giudici di legittimità il beneficiario effettivo - nozione non richiamata nella direttiva "madre figlia" - va identificato nel soggetto presso cui è la disponibilità effettiva, economica e giuridica, dei proventi percepiti. Su tale aspetto, una recente sentenza della Cgue ha chiarito che una normativa nazionale restrittiva si giustifica solo con lo scopo di ostacolare costruzioni artificiose e non può portare ad escludere in automatico taluni contribuenti dall'applicazione del beneficio. All'interno di tale perimetro dovrà pronunciarsi a breve la Corte nel valutare la compatibilità della clausola qui in esame nell'ambito della direttiva "madre figlia".

di Giacomo Albano

IVA

Operazioni a catena e triangolari: corretto inquadramento in ambito Ue

La crescente globalizzazione e la delocalizzazione della produzione hanno comportato negli ultimi anni l’aumento sostanziale degli scambi internazionali e comunitari ed, in particolare, di quelli che coinvolgono diversi operatori localizzati in Paesi differenti. In tale contesto, quindi, le c.d. operazioni triangolari e le operazioni a catena interessano in modo sempre più diffuso e ricorrente gli operatori, che hanno la necessità, da una parte, di individuare in modo univoco il corretto trattamento fiscale e, dall’altra, di limitare gli eventuali adempimenti in Paesi dove non sono registrati. La Corte di giustizia Ue nel recentissimo caso “Toridas” (causa C 386/2016) affronta il tema e stabilisce che, in caso di vendite a catena con un unico trasporto intracomunitario, è necessario verificare a quale degli acquirenti è possibile attribuire tale trasporto e solo per quella cessione sarà possibile applicare l’esenzione collegata alla cessione intracomunitaria.

di Benedetto Santacroce e Barbara Rossi

Notifica degli atti tributari a mezzo posta: le questioni ancora aperte

La notifica dell’atto tributario a persona diversa dall’effettivo destinatario ha bisogno di maggiori garanzie quali ad esempio l’invio della raccomandata informativa. In questo senso è necessario che tale procedura sia rispettata a prescindere dal fatto che oggetto della notifica sia un avviso di accertamento o una cartella di pagamento. Così come è necessario che, nel caso in cui il contribuente eccepisca la mancata notifica dell’atto, il fisco produca la prova della ricezione entro il primo grado di giudizio e non oltre. Si auspica un intervento della Consulta che chiarisca le regole e che riporti in equilibrio la posizione delle parti.

di Francesco Falcone

Contraddittorio preventivo: la giurisprudenza più recente sui controlli "a tavolino"

Alla fine di ogni anno, secondo un rituale ormai abbastanza ripetitivo, si assiste ad una vera e propria corsa da parte degli Uffici per la chiusura rapida dei controlli relativamente al periodo di imposta in prossimità di decadenza. La particolare attenzione che si dedica agli atti di fine anno è legata all’obbligo di contraddittorio, poiché se derivanti da verbali consegnati dal 2 novembre in poi, per contestazioni relative al periodo in scadenza, rischiano la nullità se non supportati da specifici motivi di urgenza. Se la questione appare pacifica per le verifiche presso la sede del contribuente, ancora tanti (troppi) dubbi riguardano i cosiddetti accertamenti a tavolino, ossia svolti negli uffici dell’Agenzia. La Cassazione ha fornito qualche chiarimento anche recentemente che potrebbe aiutare a delineare il confine dell’obbligo di contraddittorio.

di Laura Ambrosi

Enti del Terzo settore: la riforma rilancia i patrimoni destinati ad uno specifico affare

Il nuovo Codice del Terzo settore consente agli enti del Terzo settore (c.d. “Ets”), dotati di personalità giuridica ed iscritti nel Registro delle imprese, di costituire uno o più patrimoni destinati ad uno specifico affare, ai sensi e per gli effetti degli articoli 2447-bis e seguenti del Codice civile. Tale previsione, contenuta nell’articolo 10 (del Dlgs 117 del 3 luglio 2017), consente di dare impulso ad un istituto (quello dei patrimoni destinati) che, dopo la sua introduzione nel Codice civile ad opera del Dlgs 6/2003 (Riforma del diritto societario), è stato utilizzato di rado nella prassi professionale quotidiana.

di Angelo Busani e Elisabetta Smaniotto

Oic 16 e 24: le nuove regole sulle immobilizzazioni materiali e immateriali

L’aggiornamento dei principi contabili italiani, auspicato dallo stesso legislatore nella relazione illustrativa di accompagnamento al decreto legislativo 139/2015, ha raggiunto un’importante tappa nel dicembre 2016, quando l'Organismo italiano di contabilità, a seguito di uno strutturato processo di revisione, ha provveduto a pubblicare venti principi contabili e a dichiararne l’abrogazione di due. Di recente,  l’Oic ha pubblicato in consultazione la bozza del principio contabile Oic 11 “Finalità e postulati del bilancio d’esercizio” e un ulteriore documento contenente alcuni emendamenti ai principi pubblicati lo scorso anno. Tra i principi contabili aggiornati vi sono l’Oic 16 “Immobilizzazioni materiali” e l’Oic 24 “Immobilizzazioni immateriali”, che  regolano importanti novità, tra cui l’eliminazione dagli schemi di stato patrimoniale dei costi di ricerca e di pubblicità, le modifiche ai criteri di valutazione relative all’ammortamento dell’avviamento e dei costi di sviluppo nonché la declinazione dei nuovi principi generali.

di Giuseppe Scapellato

Atti impositivi: la legittimazione a impugnare nelle procedure concorsuali

In un contesto sociale in cui gli strumenti di indagine a disposizione dell'Amministrazione finanziaria sono sempre più invasivi (si pensi al controllo dei conti correnti e delle spese), diventa esigenza sempre più avvertita quella di assicurare ai contribuenti adeguate tutele giurisdizionali. Questo dovrebbe valere anche per i contribuenti falliti sia perché la difesa in giudizio è un diritto costituzionale sia perché la soggezione a una procedura concorsuale non può essere considerata uno strumento punitivo, tantomeno ablativo delle garanzie processuali. La giurisprudenza, invece, sembra ancora legata a una concezione vetero-sanzionatoria degli istituti concorsuali, in netto contrasto con la loro evoluzione normativa che oggi pone l'accento (la legge delega dell'ottobre 2017 prevede l'abolizione del termine fallimento) essenzialmente sulla gestione della crisi d'impresa.

di Fausta Brighenti

loader