NORME E TRIBUTI MESE

Riforma delle Bcc, la negazione irragionevole della natura tributaria del "prezzo" del way out

Nella nostra Carta fondamentale non compare una espressa definizione del lemma “tributo”. È risultata fondamentale, nella ricerca di una sistematica che ne individuasse gli elementi indefettibili, la giurisprudenza, Corte costituzionale in primis , che ne ha elaborato una nozione. Nella sentenza 149 del 9 luglio scorso, però, la Consulta individua, in maniera inconferente, un nuovo criterio per qualificare come tributari alcuni prelievi: il diritto alla riscossione coattiva. Fermo restando che il tributo si connota sul fronte della coattività, è opportuno segnalare che vi sono prestazioni patrimoniali imposte che, seppur prive della realizzazione coattiva della pretesa tributaria, conservano senza alcun dubbio natura tributaria. Tale conclusione, pertanto, pare essere tanto errata quanto preoccupante, atteso che, la natura coattiva del prelievo nulla ha a che vedere con la c.d. riscossione coattiva delle somme dovute: una data prestazione ha natura coattiva se imposta con atto di autorità.

di Giuseppe Corasaniti

La super Ace 2021 fa il pieno di dubbi applicativi

L’Ace “innovativa”, introdotta dal decreto Sostegni-bis, offre una opportunità assai interessante per le imprese che, entro la fine del corrente anno, aumenteranno il patrimonio accantonando l’utile a riserva o ricevendo apporti in denaro da parte dei soci. Gli incrementi realizzati, nel limite di 5 milioni di euro, generano una deduzione del 15% con un risparmio fiscale netto del 3,6%. Sono molti gli interrogativi sulla effettiva applicazione della disposizione, soprattutto con riguardo al coordinamento con la agevolazione Ace “ordinaria”.

di Luca Gaiani

Trattamento del goodwill per i soggetti Oic adopter che acquisiscono aziende

L’avviamento può essere iscritto nell’attivo dello stato patrimoniale del bilancio d’esercizio solo se acquisito a titolo oneroso. Tale circostanza può verificarsi a seguito di una operazione straordinaria come la compravendita d’azienda, che non riguarda i soggetti bensì è relativa ai beni: non comporta alcuna modifica del contratto societario e ha natura realizzativa. Pertanto, è in grado di generare utili o perdite. A fronte del complesso patrimoniale trasferito, il soggetto trasferente riceve, quale corrispettivo, tipicamente una somma di denaro. Si rivolge l’attenzione pressoché esclusivamente al soggetto presso il quale l’avviamento può emergere: società acquirente ( i.e. cosiddetto soggetto “avente causa” dell’operazione straordinaria).

di Maurizio Nastri e Marco Volante e Marco Piazza

IVA

Iva, aspetti critici del fatto generatore e dell'esigibilità

Le norme nazionali in tema di imposta sul valore aggiunto devono essere coerenti con il dettato delle direttive europee. Questo tributo va applicato in modo uniforme in tutta l’Unione. Alcune regole sovranazionali consentono però delle opzioni ai singoli Stati membri, opzioni che vengono meno quando le operazioni sono transnazionali, dovendosi applicare la regola base della direttiva. Nel caso in cui il recepimento della norma sovraordinata sia avvenuto in modo errato, i giudici nazionali sono tenuti a disapplicare la norma interna, ricorrendo alla Corte di Giustizia solo se il contrasto non può essere direttamente risolto.  Le difformità rispetto alla direttiva creano situazioni di incertezza nei confronti dei contribuenti, che devono essere risolte dal legislatore. In riferimento alla correlazione tra effettuazione ed esigibilità dell’imposta nelle prestazioni di servizi si evidenziano le criticità della norma interna, non aderente alla direttiva.

di Raffaele Rizzardi

IVA

Servizi finanziari ed assicurativi, il progetto di riforma del trattamento Iva

La revisione del sistema di tassazione Iva dei servizi finanziari e assicurativi è un progetto partito a giugno 2019, a seguito degli impatti delle sentenze della Corte di giustizia Ue sull'esclusione dell'esenzione Iva per i servizi resi da consorzi in quell’ambito. Tra le opzioni allo studio vi sono l’eliminazione dell'esenzione esistente per tassare i servizi finanziari e assicurativi o il suo mantenimento; in questo secondo caso, però, con la modifica dell'ambito: con la tassazione solo di alcuni tipi di servizi, ad esempio quelli basati su commissioni anziché su interessi. L’esigenza di una modernizzazione del modello di tassazione indiretta nasce dalla constatazione di un'eccessiva complessità ed obsolescenza dell’attuale normativa rispetto ad un sistema finanziario completamente mutato anche nelle modalità con cui viene esercitato (servizi collegati alle cripto-attività e alla moneta elettronica). Le conseguenze sono mancanza di neutralità Iva, incertezza normativa e costi amministrativi elevati.

di Luca Lavazza e Alessia Angela Zanatto

Beni in trust, il costo fiscale dei beni trasferiti

Quale sia il costo fiscalmente riconosciuto dei beni trasferiti dal disponente al trustee e sulla base di quali regole venga determinato è una problematica di grande rilevanza in quanto, essendo il trust entificato, tale costo assume rilievo in sede di determinazione del reddito imponibile del trust. La stessa, tuttavia, è stata sostanzialmente ignorata dalla dottrina e le indicazioni che in merito aveva fornito l’agenzia delle Entrate, nell’ambito della cosiddetta “tassazione all’entrata” dei trust , non sono più valide oggi, essendosi definitivamente affermata l’interpretazione della cosiddetta “tassazione all’uscita”.

di Andrea Vasapolli e Brigitta Valas

Componenti reddituali pluriennali, termini accertamento sempre più estesi

Nella sentenza 18370 del giugno scorso, vertente sui termini di decadenza dell’azione di accertamento da parte degli Uffici impositori, i giudici di legittimità applicano i postulati sostenuti con la pronuncia 8500/2021 delle Sezioni Unite. Si ritiene che i componenti reddituali a efficacia pluriennale, vanno verificati e accertati in relazione alla singola dichiarazione, potendo essere recuperati anche pro quota in ciascuna annualità in cui vi sia stata la rappresentazione degli stessi all’interno del bilancio della società, indipendentemente dalla contestazione relativa all’evento generatore del relativo onere e a prescindere dall’intervenuta decadenza sulla annualità in cui la componente negativa è stata sostenuta, generata e contabilizzata per la prima volta. Le conclusioni ultimamente raggiunte dai giudici di legittimità suscitano non poche perplessità, considerando anche che l’istituto della decadenza dell’azione di accertamento è sorto per garantire certezza ai rapporti giuridici tributari sottesi

di Lorenzo Lodoli e Benedetto Santacroce

Società non operative, le vie d'uscita a regime e per i periodi d'imposta "pandemici"

Non vi possono essere dubbi sul fatto che, per i periodi d’imposta 2020 e 2021, per le società che non hanno superato il cosiddetto “ test di operatività” operi la specifica causa di disapplicazione relativa al differimento dei versamenti tributari stabilito in conseguenza dello stato d’emergenza. Parimenti, “a regime”, non vi possono essere perplessità sul fatto che per le società non operative la prova contraria da fornire in giudizio deve riguardare il fatto che si tratta di una società che “non abusa della persona giuridica”: la società deve fornire prova di avere compiuto degli atti economici propri di un’attività imprenditoriale (o dell’impossibilità a compierli). Pertanto, quello che va sottolineato è che la prova contraria non può risultare circoscritta alle oggettive situazioni che hanno reso impossibile il conseguimento dei ricavi e dei valori minimi. Ciò perché tali situazioni oggettive vengono ritenute rilevanti dal legislatore soltanto ai fini dell’interpello (facoltativo).

di Dario Deotto

Rivalutazione dei beni, obblighi e modalità operative di gestione e scenari per gli esercizi a venire

L’articolo 110 del Dl 104/2021 ha previsto la possibilità per le imprese di effettuare la rivalutazione delle immobilizzazioni con valenza anche fiscale con la conseguente iscrizione della corrispondente riserva di rivalutazione nel patrimonio netto. La normativa si presenta molto allettante con ricadute benefiche sui bilanci delle imprese poiché permette, fin da subito, una immediata ricapitalizzazione delle società aderenti all’agevolazione. Il presente intervento avrebbe la pretesa di sintetizzare e simulare gli accadimenti post rivalutazione ovvero ciò che potrebbe accadere dopo l’approvazione del bilancio 2020 in cui sono stati iscritti i maggiori valori dell’attivo e del passivo. Dopo una illustrazione delle principali tematiche sottostanti a venire, si rappresenteranno le possibili opzioni che hanno come fondamento iniziale le scelte effettuate al momento della rivalutazione.

di Stefano Mazzocchi

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