NORME E TRIBUTI MESE

Gli "intrecci" tra patent box e rivalutazione

Un bene immateriale agevolato ai fini del patent box può formare oggetto di rivalutazione. La rivalutazione introdotta dall’articolo 110 del Dl Agosto può avere valenza solo civilistico-contabile o anche fiscale, a scelta del contribuente. In relazione a entrambe le tipologie di rivalutazione le due normative ( patent box e rivalutazione) possono “sovrapporsi”, in considerazione del fatto che, essenzialmente, il reddito agevolabile ai fini del patent box è influenzato dall’ammontare delle quote di ammortamento del costo rivalutato. L’intreccio tra patent box e rivalutazione può verificarsi anche nel caso in cui oggetto di rivalutazione sia un bene non di pertinenza della cd. IP Company . Si analizzano gli intrecci tra patent box e rivalutazione nella prima ipotesi, cioè nel caso in cui oggetto di rivalutazione sia il bene immateriale agevolato ai fini del patent box .

di Marco Piazza e Maurizio Nastri e Marco Volante

IVA

Corte di giustizia Ue e Cassazione, le divergenze parallele per l'Iva

L’imposta sul valore aggiunto si applica nell’Unione europea in conformità alle direttive, la cui interpretazione è demandata alla Corte di giustizia dal Trattato per il funzionamento dell’Unione Europea (Tfue). Le nozioni della direttiva, ora “rifuse” nella 2006/112/Ce, solo in pochi casi fanno riferimento al diritto nazionale, così che – allo scopo di conseguire una interpretazione uniforme in tutti i Paesi – la parte prevalente della direttiva può avere una attuazione difforme dalle definizioni del diritto vigente nei singoli Stati. I giudici nazionali sono tenuti al rispetto delle direttive, così come interpretate dalla Corte di giustizia, anche se le pronunce si riferiscono a casi controversi in altri Stati. La Corte di Cassazione opera in questa direzione, inserendo parecchi riferimenti alle sentenze europee, anche se le conclusioni non sempre sono convergenti.

di Raffaele Rizzardi

Deposito di documenti, escluso il caso d'uso ai fini dell'imposta di registro

Un recente orientamento della giurisprudenza di merito, che ha escluso il verificarsi del caso d’uso nell’ipotesi di consegna di documenti necessitata da una richiesta effettuata nel corso di un’attività di controllo, contribuisce alla riflessione sul rapporto tra l’istruttoria condotta dagli enti accertatori ed il deposito di atti soggetti a registrazione solo in caso d’uso. Ragionando sull’esercizio del diritto di difesa, esercitato non solo nella sede processuale, ma ancor prima nel corso del procedimento di accertamento o degli istituti deflattivi del contenzioso, sarebbe ragionevole concludere che il deposito dei predetti atti non possa comportare l’obbligo del versamento dell’imposta di registro.

di Alberto Renda

IVA

Iva fatturata in eccesso, tra possibilità di rettifica e sanzioni

Nei casi di errata fatturazione, con applicazione dell'Iva in misura superiore a quella dovuta, comunque assolta dal cedente/prestatore, al di fuori delle ipotesi di frode, rimane fermo il diritto del cessionario/committente alla detrazione dell'imposta. Si applicherà nei confronti di quest'ultimo solo la sanzione fissa prevista dall'articolo 6, comma 6, Dlgs 471/1997. Se l'imposta indicata in fattura è stata assolta dall'emittente, anche se impropriamente, il destinatario della fattura deve poter operare la detrazione ai sensi dell'articolo 19 del Dpr Iva. Un'interpretazione diversa della norma in commento, consistente nel disconoscimento del diritto alla detrazione e nell'irrogazione di una sanzione proporzionale, non sarebbe conforme all'orientamento dei giuridici europei oltre ad essere lesiva dei principi di neutralità, proporzionalità ed effettività. Tali considerazioni non valgono soltanto in un contesto di frode fiscale e sembrano trovare conferma nella sentenza 2270 del 15 giugno della Ctr Lombardia.

di Benedetto Santacroce

Inadempimento del fornitore, i risvolti fiscali e penal-tributari

Alcune (singolari) contestazioni da parte dell’Amministrazione finanziaria emerse negli ultimi tempi, offrono lo spunto per alcune riflessioni. In particolare, secondo alcuni Uffici, sono fatture per operazioni inesistenti, con tutte le conseguenze fiscali e penali che ne derivano, quelle riferite ad acconti corrisposti per prestazioni poi mai eseguite dal fornitore per inadempimento. Secondo l’Ufficio, infatti, il contribuente dovrebbe stornare tali fatture anche se non ha ottenuto alcuna restituzione delle somme inutilmente pagate; in caso contrario, quindi, la registrazione è da ritenersi illegittima. Da ciò consegue la contestazione dell’indeducibilità del costo, l’indetraibilità dell’Iva e la comunicazione di notizia di reato alla competente procura per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture e documenti per operazioni inesistenti.

di Laura Ambrosi

Il trasferimento del fondo in trust ai beneficiari e al disponente

Le assegnazioni del fondo in trust poste in essere dal trustee hanno rilevanza ai fini dell’imposta sulle successioni e donazioni se per mezzo di tali attribuzioni si realizza il trasferimento del fondo in trust (o di parte di esso) a titolo di liberalità ad un soggetto diverso da chi in origine lo ha apportato in trust . Al contrario, quando tali attribuzioni sono fatte a favore di chi ha segregato il patrimonio in trust , le stesse sono fiscalmente neutre a prescindere dalle ragioni che le giustificano.

di Andrea Vasapolli e Brigitta Valas

Diritto di opzione, la cessione da delibera di aumento capitale

Il socio di società a responsabilità limitata, anteriormente alla scadenza del termine previsto per l'esercizio del diritto di opzione, può cedere detto diritto a soggetti terzi, salvo il caso in cui lo statuto sociale ne escluda la cedibilità, ovvero preveda limiti alla circolazione delle partecipazioni sociali. È vero che la disciplina dettata nell’articolo 2481-bis del Codice civile, in materia di “aumento di capitale”, è diretta a preservare i rapporti di forza tra i soci e a tutelare l’interesse di questi ultimi a mantenere inalterata la misura della propria partecipazione in società, tuttavia, qualora il socio non voglia o non possa sottoscrivere la parte di aumento lui spettante, in assenza di limiti statutari, deve ritenersi che possa privarsi del diritto di opzione lui spettante, rinunciandovi o cedendolo a terzi.

di Elisabetta Smaniotto e Enrico Doria

Personalità giuridica, percorso semplificato per fondazioni e associazioni

Con la nuova disciplina prevista dal Dlgs 117/2017 le associazioni e le fondazioni hanno la possibilità, derogando alla normativa ante riforma, di acquisire la personalità giuridica in sede di iscrizione nell’istituendo Registro unico nazionale del Terzo settore. Si assiste, dunque, ad una totale inversione di prospettiva: la personalità giuridica non è intesa come una “concessione” dello Stato ad enti ritenuti meritevoli, piuttosto un diritto di tutti quegli enti privati che possiedono i requisiti previsti dalla legge. Gli aspetti innovativi sono molti: dal ruolo di rilievo attribuito al notaio fino ad arrivare alle procedure di riconoscimento. In aggiunta, le novità sul riconoscimento della personalità giuridica nel Terzo settore verranno analizzate in confronto con quelle recate dalle previsioni (seppur non ancora operative) della riforma dello Sport.

di Gabriele Sepio

Bilanci in tempi di crisi, misure agevolative e deroghe a norme ordinarie

I provvedimenti a supporto dei bilanci in tempi di crisi segnano una forte discontinuità rispetto alle norme civilistiche ordinarie, sia per quanto concerne la valutazione di alcune voci di bilancio sia per quanto concerne alcune semplificazioni temporanee dei principi fondamentali di redazione del bilancio stesso. In ambito contabile, si possono richiamare i provvedimenti agevolativi che prevedono una facoltà di deroga alle norme civilistiche ordinarie in tema di rivalutazione dei beni di impresa e delle partecipazioni, sospensione degli ammortamenti e continuità aziendale. Si intende fornire agli operatori e agli utilizzatori di bilancio una rassegna ed un'analisi sulle principali misure agevolative di tipo contabile in base alle indicazioni contenute  nei documenti interpretativi recentemente pubblicati dall’Oic, con l’obiettivo di mettere a fuoco i relativi impatti sui bilanci 2020 delle imprese che adottano i principi contabili nazionali.

di Francesco Cuzzola e Luca Magnano San Lio

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