NORME E TRIBUTI MESE

Acquisizioni under common control, acquisition method e Ifrs 3

Lo scorso novembre lo Iasb ha pubblicato un documento sulle aggregazioni under common control (DP/2020/2) in cui sono prese in esame eventuali nuove prescrizioni che devono essere rispettate dall’entità ricevente, cioè l’istituto a cui è trasferito il controllo di uno (o più) business , finalizzate a migliorare l’informativa di bilancio che contraddistingue questo cluster di operazioni. Secondo lo Iasb nel paper in esame, l’ acquisition method dovrebbe essere impiegato nelle acquisizioni under common control nelle quali la società ricevente abbia azionisti di minoranza. L’opinione preliminare dello Iasb poggia sul fatto che le business combinations di questa tipologia sono assimilabili alle operazioni che rientrano nell’ambito di applicazione dell’Ifrs 3. Partendo da tale opinione, vengono analizzati l’ambito di applicazione dell’ acquisition method nonché l’informativa di bilancio che deve essere fornita dalla società ricevente.

di Marco Volante e Marco Piazza e Maurizio Nastri

Start up e Pmi innovative, la conversione dei crediti in equity

L'attenzione sempre maggiore nei confronti dell'innovazione ha portato il legislatore a prevedere dei meccanismi incentivanti per la partecipazione societaria da parte di alcuni stakeholders. Sempre più spesso i dipendenti o i collaboratori di Start up o Pmi innovative sono attratti dall'idea di trasformare una parte della loro retribuzione/corrispettivo in capitale sociale. Uno degli strumenti per la trasformazione del lavoro prestato a favore dell'azienda innovativa in equity è costituito dalla detassazione ai fini Irpef/Ires di questa mutazione con il rispetto di taluni vincoli. Il Work for equity diviene, quindi, uno strumento di grande interesse per le imprese che a fronte dell'ottenimento di servizi anche strategici per la riuscita dell'idea imprenditoriale innovativa possono coinvolgere societariamente il prestatore stesso, ottenendone anche un importante risparmio finanziario.

di Stefano Mazzocchi

IVA

Migliorie su beni di terzi, ancora in dubbio la legittimità della richiesta di rimborso Iva

Con l’ordinanza 215/2021 la Corte di Cassazione è ritornata ad affrontare la questione relativa al rimborso dell’Iva assolta sulle spese di migliorie di beni di terzi, dichiarandone la legittimità, purché sia presente un nesso di strumentalità con l’attività d’impresa o professionale del contribuente, anche se quest’ultima sia potenziale o di prospettiva. Tale ordinanza, inserendosi nel solco tracciato dalla giurisprudenza della Corte di giustizia, sembra riaprire il dibattito sullo specifico punto, rendendo sempre più auspicabile un intervento delle Sezioni Unite che definisca la legittimità o meno della richiesta di rimborso dell’Iva relativa a tali spese.

di Davide Accorsi e Luca Ghelli e Barbara Luchetti

IVA

Distacco di personale, il trattamento Iva nei nuovi orientamenti giurisprudenziali

Il tema del trattamento Iva della prestazione di distacco del personale ha generato nel tempo non pochi dubbi interpretativi. In un primo momento la questione verteva sul “ quantum ” del riaddebito del costo del lavoro, considerando corrispettivo, e dunque, soggetto ad Iva solo gli importi maggiori al c.d. puro costo. L’intervento del legislatore con la legge 67/1988 non ha risolto tutte le perplessità e di recente la norma è stata portata all’attenzione dei Giudici europei che (sentenza causa C-94/19, San Domenico Vetraria) hanno fissato il discrimine tra un’operazione di distacco imponibile ai fini Iva e una fuori campo nell’esistenza di un nesso diretto tra gli importi versati dalla controllata a favore della società controllante, da un lato, e tali prestiti o distacchi, dall’altro, in modo tale che le suddette prestazioni si condizionino reciprocamente. La Cassazione ha recepito l’orientamento europeo con una pronuncia che lascia spazio a nuovi interrogativi (ordinanza 5609/2021). Sul punto si auspica un chiarimento, meglio se legislativo .

di Anna Abagnale e Benedetto Santacroce

Antieconomicità dei comportamenti e potere accertativo dell'Amministrazione finanziaria

Sovente l’agenzia delle Entrate, nell’ambito delle proprie attività di verifica e di accertamento, rileva l’esistenza di componenti positivi di reddito, non indicati in bilancio e non trasfusi in dichiarazione, ovvero l’inesistenza di costi deducibili, al contrario rappresentati in maniera consistente nei documenti sociali e in dichiarazione dei redditi, sulla base della c.d. antieconomicità nella gestione imprenditoriale o professionale. Si tratta, in sostanza, di verifiche induttive, basate su meri indicatori di anomalie, sintomatici di intenti fraudolenti e di finalità evasive, per mascherare cioè una indebita sottrazione di materiale imponibile senza una valida motivazione. I casi riscontrabili nella realtà sono molti ed eterogenei tra loro. Prima di analizzare le posizioni ermeneutiche della giurisprudenza di legittimità di fronte a questo particolare fenomeno accertativo è opportuno vedere qual è l’approccio degli Uffici e quali sono gli strumenti utilizzati dagli stessi.

di Lorenzo Lodoli e Benedetto Santacroce

Notifica degli atti di accertamento e riscossione, le asimmetrie emergenziali

La singolare scissione - disposta in dipendenza dell’emergenza epidemiologica e frutto di plurimi interventi normativi - tra l’“emanazione interna” degli atti erariali e la loro notifica ai contribuenti genera più di una perplessità in punto di prova dell’emissione, motivazione di eventuali deroghe, tempistica e valenza del provvedimento attuativo dell’agenzia delle Entrate. Con la probabile insorgenza di contenziosi.

di Antonio Tomassini e Aurelia Daniela Casali e Giulia Isabella Valenzi

Società di capitali, diritti individuali più forti con le clausole di co-vendita e trascinamento

Negli statuti di società di capitali è sempre più frequente l’introduzione delle clausole “ tag-along ”, “ drag-along ” e “ bring-along ” con cui si intendono rafforzare i diritti individuali dei soci (generalmente di maggioranza) consentendo loro di alienare, insieme alle proprie partecipazioni, anche quelle degli altri soci (generalmente di minoranza) (“ drag-along” ), ovvero, il diritto dei soci di minoranza di accodarsi ad una trattativa attivata dal socio di maggioranza, trasferendo, alle stesse condizioni economiche ritenute convenienti, anche le proprie partecipazioni (“ tag-along ”). La clausola c.d. “ bring-along ”, infine, attribuisce al terzo acquirente il diritto di acquistare, insieme alla partecipazione del socio di maggioranza, anche quella del socio di minoranza, consentendogli di acquistare così l’intero capitale della società.

di Elisabetta Smaniotto e Enrico Doria

Il trattamento contabile dei crediti d'imposta

La rilevazione contabile dei crediti d’imposta, misura agevolativa già ampiamente presente nel nostro sistema tributario, ha avuto un indubbio sviluppo in questi ultimi anni. Il legislatore tributario ha progressivamente abbandonato la politica di concedere agevolazioni alle imprese sotto forma di spese ed oneri deducibili dal reddito di impresa, in favore della concessione di “ bonus ” sotto forma di detrazioni fiscali e di crediti di imposta. Tale sviluppo di detrazioni e crediti di imposta ha fatto tornare di particolare attualità la problematica, mai del tutto risolta, della corretta rappresentazione nel conto economico delle imprese di tali misure agevolative. Vengono messe a confronto le principali tesi interpretative sull’argomento.

di Giorgio Gavelli e Fabio Giommoni

Disposizioni temporanee su riduzione del capitale sociale, le conseguenze su continuità e assetti

Con l’intervento, da parte della legge 178/2020 sull’articolo 6 del Dl 23/2020, sono state modificate le disposizioni temporanee relative al termine entro cui procedere alla copertura della perdita emersa nell’esercizio in corso alla data del 31 dicembre 2020. Per effetto di tale disciplina il termine entro il quale vanno poste in essere le misure previste in caso di perdite particolarmente significative (oltre 1/3 del capitale sociale e/o al di sotto del minimo legale) è posticipato al quinto esercizio successivo. La finalità della norma, di natura sicuramente facoltativa, provvisoria ed emergenziale, è quella di aiutare la società di capitali e i propri soci, affinché possano evitare di ricapitalizzare la società in conseguenza di perdite indotte dalla grave crisi economica conseguente a quella sanitaria da Covid-19.

di Giuliano Buffelli

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