NORME E TRIBUTI MESE

La rivalutazione dei beni aziendali, un punto di vista operativo

L’articolo 110 del Dl 104/2020 prevede la facoltà, per i soggetti titolari di reddito d’impresa che non adottano i principi contabili internazionali, di rivalutare i beni materiali e immateriali diversi dai “beni merce” e le partecipazioni in società controllate e collegate risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2019. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni della legge 342/2000 e dei decreti ministeriali di attuazione della disciplina prevista da tale legge e dalla legge 448/2001. Valgono i chiarimenti contenuti nella circolare dell’agenzia delle Entrate 14/E del 2017, la quale riproduce, nella sostanza, la circolare 13/E del 2014. Un tema di generale interesse, in relazione al quale sarebbe oltremodo opportuno che si pronunciassero ufficialmente sia l’Oic sia l’agenzia delle Entrate, riguarda la possibilità o meno di rivalutare i beni immateriali mai iscritti nello stato patrimoniale.

di Marco Piazza e Maurizio Nastri e Marco Volante

Crediti d'imposta per R&S, la revisione e il potenziamento

Il piano Transizione 4.0 include anche i crediti d’imposta Ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica 4.0, transizione ecologica e altre attività innovative, che hanno subito positivi incrementi dalla legge  178/2021 (legge di Bilancio 2021). Ulteriori miglioramenti potrebbero essere previsti con il piano di Recovery fund, che ha stanziato ulteriori 19 miliardi di euro circa, anche se non ne è ancora chiara la destinazione. Si riepilogano i crediti d’imposta da utilizzare per il triennio 2020-2022, sulla base della legge 160/2019 (commi 198-209) e delle rilevanti modifiche introdotte dalla legge 178/2020.

di Emanuele Reich e Franco Vernassa

IVA

E-commerce e resi, easy free back e plafond Iva

Il reso di merce è una pratica commerciale nota alle imprese che, a maggior ragione con l’incremento esponenziale delle vendite online , costituisce una leva per incentivare i consumatori che intendono utilizzare il canale web per fare i propri acquisti e allo stesso tempo rassicurarli nella realizzazione degli stessi, tutelandoli dalla possibilità di poter rendere il prodotto acquistato. Dal lato delle imprese, tuttavia, la gestione del reso costituisce un’attività da monitorare costantemente, al fine di evitare che la sua gestione costituisca un aggravio ovvero un maggior costo, in special modo per quelle attività che interessano transazioni internazionali.

di Benedetto Santacroce e Simona Ficola

IVA

Operazioni inesistenti, dalla giurisprudenza spunti in tema di colpevolezza

Il tema delle frodi in materia di Iva è da sempre uno dei temi più controversi nella giurisprudenza tributaria, sia nazionale che europea. Una recente sentenza della Corte di Cassazione (25106/2020) propone un’analisi interessante ed innovativa rispetto al concetto di sottocosto in rapporto alla condotta antieconomica del fornitore e offre al contempo lo spunto per una fotografia della giurisprudenza in tema di fatture soggettivamente inesisitenti.

di Benedetto Santacroce e Lorenzo Lodoli

Non profit esente Iva, stretta sproporzionata e rischio oneri eccessivi

Ancora escluse dal campo Iva le entrate tipiche degli enti non commerciali. Lo stralcio dell’articolo 108 dal Ddl Bilancio (convertito nella legge 178/2020), seppur consenta agli enti non profit di tirare un sospiro di sollievo, lascia ancora una volta irrisolta la questione relativa all’allineamento del regime Iva alla direttiva 112/2006/Ce. La manovra, infatti, così come pensata dal legislatore italiano – seppur nell’ottica di recepire quanto previsto dall’articolo 132 della direttiva Ue in materia di Iva – avrebbe certamente comportato l’abrogazione dell’articolo 4, comma 4, del Dpr 633/1972 con un conseguente aggravio degli adempimenti formali e contabili. Per di più senza tener conto, nel recepire le disposizioni unionali dell’effettivo contenuto delle stesse. Ciò nonostante, lo stralcio dell’articolo 108, ha evidenziato la necessità da parte del legislatore italiano di riscrivere la norma domestica contemperando le esigenze interne a quelle europee.

di Gabriele Sepio

Crediti d'imposta non spettanti e inesistenti, la qualificazione al centro del dibattito

La vicenda relativa alla contestazione di utilizzo di crediti non spettanti o inesistenti è tornata di grande attualità, per un duplice ordine di motivi. Per un verso, si sta assistendo ad un proliferare di crediti d’imposta aventi natura agevolativa (si pensi al Bonus 110% per efficientamento energetico) che ha ampliato notevolmente la platea dei soggetti interessati. Sotto altro profilo, si registrano delle prese di posizione a dir poco restrittive della giurisprudenza di vertice (come 24093/2020) che stanno determinando, in scia, delle apparenti chiusure nella prassi (circolare 31/2020). È una tematica che ben può rappresentare, per molti aspetti, l’emblema della “questione fiscale” nazionale, in cui il livello della qualità legislativa si combina con un approccio interpretativo poco soddisfacente. Nel caso in esame è tuttavia difficile imputare l’ impasse che si sta verificando al legislatore, poiché la disciplina di riferimento, quantomeno a partire dal 2016, appare chiara nelle linee portanti.

di Luigi Lovecchio

Trasformazione delle imposte anticipate, regime cumulabile con il bonus aggregazioni

La legge di Bilancio 2021 ha introdotto un nuovo incentivo a favore dei processi di aggregazione aziendale compiuti tramite operazioni di fusione, scissione o conferimento d’azienda. In particolare con l’articolo 1, comma 233, della legge 178/2020 viene consentita la possibilità di trasformare in credito d’imposta, a fronte di una commissione, le attività per imposte anticipate (Dta) riferite a perdite fiscali ed eccedenze Ace maturate in capo ai partecipanti e non ancora utilizzate alla data di efficacia dell’operazione straordinaria. Si tratta di una misura che va ad aggiungersi al beneficio introdotto dal decreto Crescita e che, come questo, presenta carattere di temporaneità. Ove una determinata operazione di aggregazione rientrasse tanto nella finestra temporale dell’articolo 11 del decreto Crescita che dei commi 233-243 della legge di Bilancio 2021, si può ritenere che i due regimi siano pienamente cumulabili.

di Giacomo Albano

Società non quotate, le nuove norme di comportamento per i sindaci

Il Cndcec ha pubblicato nella sua versione definitiva il documento che tratta le nuove norme ( rectius : Principi) che regolano il comportamento dei sindaci delle società non quotate. Il nuovo documento è in vigore dal 1° gennaio 2021 e sostituisce la precedente versione (2015), adeguandone i contenuti al mutato contesto normativo degli ultimi anni.   L’intento di questo lavoro non è quello di passare in rassegna tutti principi di comportamento commentandoli, bensì quello di soffermarsi ed approfondire le novità rispetto alla precedente versione.

di Nicola Cavalluzzo e Valentina Martignoni

Tassi interbancari, dallo Iasb la riforma per gestire gli impatti in bilancio

I tassi interbancari svolgono una funzione molto importante per il corretto funzionamento dei mercati finanziari. Molte aziende utilizzano tassi di interesse di riferimento nei contratti di locazione e nella contabilizzazione delle operazioni di copertura. Il processo di revisione dei tassi interbancari ad opera dello Iasb, anche a seguito di alcuni episodi di manipolazione nel decennio scorso, ha avuto come obiettivo di modificare gli standard contabili al fine di inserire alcuni espedienti pratici e alcune agevolazioni e di limitare gli impatti contabili derivanti dalla riforma degli Ibor. Completata questa fase del progetto nel 2020, l’Unione europea ha omologato la modifica col regolamento (Ue) 2021/25 del 13 gennaio scorso. Viene dunque previsto un trattamento contabile specifico per ripartire nel tempo le variazioni di valore degli strumenti finanziari o dei contratti di leasing dovute alla sostituzione dell’indice di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse.

di Roberto Spiller e Pasquale Navanteri

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