NORME E TRIBUTI MESE

Dividendi pagati a società semplici: tassati direttamente i soci

L’articolo 32-quater del decreto 124 del 2019, rubricato “Modifiche al regime fiscale degli utili distribuiti a società semplici”, ha introdotto un nuovo sistema di tassazione dei dividendi percepiti dalle società semplici. L’intervento è nato con l’intento di porre rimedio al regime di tassazione integrale introdotto in capo alle stesse società semplici dalla legge di Bilancio 2018. Rimangono, tuttavia, ancora senza una specifica disciplina alcune fattispecie. In particolare, la nuova previsione normativa non contempla tre ipotesi: la percezione di dividendi da società estere, la detenzione di quote di società semplice da parte di soggetti non residenti e la detenzione di quote di società semplice da parte di un trust .

di Marco Piazza e Chiara Resnati

Rivalutazione dei beni: con le perdite ritorna l'interesse

Il perdurare della stagnazione economica, a cui si aggiungono gli effetti dell'emergenza sanitaria in corso, hanno riacceso l’interesse sulla possibilità da parte delle imprese di rivalutare i beni per l’esercizio 2019. Tre sono gli aspetti che si pongono all’attenzione: le problematiche legate alle possibili rilevazioni di perdite economiche nel primo quadrimestre 2020 e i relativi impatti sul bilancio dell'esercizio 2019 in fase di approvazione; la possibilità di poter effettuare la rivalutazione senza impatti finanziari sulle imprese; le peculiarità legate alla tecnicalità della rivalutazione come elemento di comune interesse.

di Stefano Mazzocchi

Codice del Terzo settore: agevolazioni più organiche per chi effettua erogazioni liberali

Il Codice del Terzo settore ha unificato l’articolato sistema di agevolazioni previsto dalla normativa previgente, introducendo apposite misure di vantaggio per le persone fisiche e giuridiche che sceglieranno di erogare denaro o beni in natura agli enti non profit. Tali misure sono in vigore già dal 1° gennaio 2018 nei confronti di Onlus, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale. La convenienza delle diverse agevolazioni messe in campo è strettamente legata alla tipologia di erogazione effettuata e al soggetto donatore. Si esaminano le singole scelte a disposizione del contribuente, tenuto conto anche dell'attuale fase di transizione dove, in attesa dell’attuazione del Registro unico nazionale del Terzo settore e degli specifici decreti di attuazione, non tutte le disposizioni sono pienamente operative.

di Gabriele Sepio

IVA

Le cessioni a catena sul piano europeo e il coordinamento con le norme sulle triangolari

Le cessioni a catena consistono in cessioni successive di beni che sono oggetto di un unico trasporto intra-Ue, con la peculiarità che il trasporto intraunionale dovrebbe essere imputato ad una sola delle cessioni e solo detta cessione dovrebbe beneficiare dell’esenzione dall’Iva prevista per le cessioni intra-Ue. Al contrario, le altre cessioni nella catena dovrebbero essere soggette ad imposizione e potrebbero necessitare dell’identificazione Iva del cedente nello Stato membro di cessione. Tale tipologia di operazione non ha trovato una puntuale disciplina normativa sicché nella pratica degli scambi commerciali gli operatori si sono spesso trovati a fare i conti con norme sparse e non uniformi dovute ai diversi approcci degli Stati membri. La direttiva 2018/1910/Ue supera quest’incertezza con qualche dubbio che sembra persistere in merito alla conciliazione delle nuove regole con il regime di semplificazione delle triangolari. Si cerca di far luce su quest’ultimo aspetto.

di Benedetto Santacroce e Anna Abagnale

Decreto "Cura Italia": l'intreccio di scadenze per accertamenti e contenzioso

Il recente decreto c.d. Cura Italia (Dl 18/2020) ha introdotto numerose misure straordinarie volte a contrastare gli effetti dell’emergenza sanitaria in corso in ambito commerciale, fiscale, giuslavoristico e societario. Tra i provvedimenti inerenti all'ambito tributario destano particolare interesse (e non poche perplessità) le disposizioni che prevedono, da un lato, la sospensione di tutti i termini delle attività degli uffici e dall’altro un calendario articolato e “contraddittorio” per i contribuenti. Attualmente sono poche le certezze e pertanto occorrerà assumere decisioni prudenziali onde evitare spiacevoli conseguenze. L'agenzia delle Entrate con la circolare 6/E del 23 marzo porta i primi chiarimenti.

di Laura Ambrosi e Valerio Moretti

Giudicato esterno: l'evoluzione giurisprudenziale

IIl giudicato esterno continua a presentare profili di criticità non indifferenti derivanti da interpretazioni talvolta non univoche della giurisprudenza di vertice. Non è sempre facile infatti stabilire con ragionevole certezza quali questioni sono suscettibili di essere coperte dall'efficacia esterna del giudicato e quali invece possono essere liberamente rimesse più volte all'attenzione dei giudici, con riferimento alle diverse annualità d'imposta. La Cassazione sembra al riguardo aver adottato, negli ultimi tempi, una interpretazione più equilibrata, volta ad attrarre alla sfera del giudicato unicamente le situazioni di fatto che abbiano effettivamente una durata pluriennale (quale ad esempio, una esenzione o la deducibilità delle quote di ammortamento). Non ancora sufficientemente esplorata è invece la portata del giudicato riflesso in materia tributaria, pur trattandosi di istituto con una sfera applicativa potenzialmente piuttosto ampia.

di Luigi Lovecchio

Modelli 231: la prevenzione dei reati tributari nell’assetto organizzativo delle società

I Modelli organizzativi ex Dlgs 231/2001, per effetto del decreto Fiscale 2020, sono stati implementati includendo fra i reati presupposto quelli tributari. Il legislatore italiano coglie l’occasione per una riforma con contenuti parzialmente difformi dalla direttiva europea 1371/2017: la conversione del Dl è stata l’occasione per anticipare un più ampio intervento, che imporrà alle imprese l’aggiornamento dei loro modelli organizzativi e l'implementazione del sistema. Un’occasione di consolidamento anche della garanzia delle regole sulla continuità aziendale. Coordinare le responsabilità dei soggetti ai vari livelli decisionali e di controllo in modo interdisciplinare permetterà di evitare duplicazioni od omissioni di controlli e ritardi nella catena decisionale, ma anche minori rischi di “responsabilità amministrativa” e affinamenti organizzativi anche ai fini della normativa del Codice della crisi con gli aggiornamenti e le proroghe previste già nella legislazione in materia nell'anno 2020.  

di Daniele Gervasio

Flussi di cassa: la gestione prospettica tra prevenzione della crisi e accesso al credito bancario

Dopo le recenti modifiche al Codice civile, apportate dal decreto legislativo che ha introdotto il Codice della crisi di impresa, i riflettori si sono accesi sulla preventivazione finanziaria da parte dell’impresa. Molteplici implicazioni derivano dalla presenza o meno di idonei strumenti interni, sia per quanto riguarda la gestione delle procedure di allerta sia con riferimento alla gestione finanziaria vera e propria. Anche il sistema bancario sta dirigendosi con forza verso flussi di cassa prospettici come strumento non solo di early warning ma anche di gestione della fase di erogazione e monitoraggio del credito. Protagonista indiscusso è il Debt service coverage ratio (Dscr), fino ad un anno fa emerito sconosciuto e oggi approdato agli onori della cronaca come indice principale di sostenibilità del debito.

di Paolo Rinaldi

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