NORME E TRIBUTI MESE

Scambi di partecipazioni intra Ue, una direttiva recepita solo parzialmente

Il campo di applicazione - come disegnato dal nostro legislatore - del regime di piena neutralità fiscale degli scambi di partecipazione all'interno dell'Unione europea (e, di riflesso, anche quello delle analoghe operazioni in ambito nazionale) non è conforme a quello definito dall'articolo 2, par. 1, lettera e) della direttiva 2009/133/Ce, relativa al regime fiscale delle fusioni, scissioni, conferimenti e scambi di partecipazioni nella Ue. Il recepimento in Italia, dunque, è avvenuto in modo parziale, nonostante la direttiva sia inequivocabile: anche i conferimenti successivi a quello che ha consentito l'acquisizione della maggioranza dei diritti di voto nella società scambiata beneficiano del regime di piena neutralità fiscale. Nella legislazione italiana, invece, questi conferimenti sono a neutralità "condizionata".

di Marco Piazza

Controllate extra Ue, svalutazione a prova di perdite

Le svalutazioni di partecipazioni in società controllate estere residenti in Stati extra Ue, con i quali non sono stati stipulati accordi sullo scambio di informazioni, sono ammesse laddove il contribuente fornisca all’Amministrazione finanziaria la prova in ordine all’effettiva esistenza delle perdite alla base delle svalutazioni stesse. Così statuisce la sentenza della Corte di Cassazione 8715 del 17 gennaio 2020, depositata lo scorso 11 maggio, in relazione all’articolo 61, comma 3-bis, del Tuir nella sua formulazione ante riforma 2004, fornendone un’interpretazione costituzionalmente orientata.

di Antonio Tomassini e Aurelia Daniela Casali

Conferimento di partecipazioni, il realizzo controllato non si estende alle minusvalenze

I l principio di diritto 10/2020 ribadisce una discutibile tesi ministeriale secondo cui il regime di realizzo a valori contabili previsto per i conferimenti di partecipazioni di controllo non si estende alle operazioni da cui scaturiscono minusvalenze. Queste ultime sono infatti deducibili solo se quantificate sulla base del valore normale e non secondo gli importi contabilizzati. Due recenti risposte ad interpello si sono occupate anche dell’analogo regime previsto per i conferimenti di partecipazioni minoritarie affermando che esso riguarda solo i conferimenti in società unipersonali.

di Luca Gaiani

IVA

Prestazioni di servizi con mezzi elettronici, il rapporto fra presunzioni ed elementi di prova

I servizi prestati tramite mezzi elettronici (Tbe) a persone non soggetti passivi sono tassati nello Stato membro in cui il destinatario è stabilito, nel luogo del suo indirizzo permanente o della sua residenza abituale, a prescindere dal luogo di stabilimento del soggetto passivo che presta tali servizi. Diventa quindi fondamentale, per la corretta applicazione del tributo, individuare detto luogo di stabilimento del committente. A supporto di tale compito, interviene il legislatore unionale che, con una serie di norme, ha previsto delle presunzioni utili allo scopo. Accanto ad esse, tuttavia, ha riconosciuto agli operatori la possibilità di vincere le presunzioni, fornendo validi elementi di prova.

di Benedetto Santacroce e Simona Ficola

IVA

Rimborsi Iva, l'Amministrazione deve rimborsare i costi delle garanzie fideiussorie

I costi sostenuti dai contribuenti per il rilascio delle garanzie fideiussorie richieste dall’Amministrazione finanziaria devono essere rimborsati anche quando sono presentate per i rimborsi dei crediti di imposta. La Cassazione ha riconosciuto l’applicabilità del principio dell’integrità patrimoniale, previsto dall’articolo 8 dello Statuto dei diritti del contribuente, anche alle ipotesi di rimborso dei crediti Iva chiesti in via anticipata da parte dei contribuenti, e, per l’effetto, ha riconosciuto il diritto dei contribuenti al rimborso dei costi sostenuti per le fideiussioni richieste dall’agenzia delle Entrate. La sentenza 5508 dello scorso febbraio appone un sigillo autorevole e alla luce del principio validato, sarebbe fortemente auspicabile l’instaurazione di un costruttivo rapporto di fiducia tra Amministrazione finanziaria e contribuenti diretto a evitare azioni dilatorie (e danni per l’erario) che rendono sempre più fuggente la figura spesso annunciata del c.d. fisco-amico.

di Anna De Toni e Valerio Moretti e Francesco Falcitelli

Trust liberali, la rilevanza delle attribuzioni ai beneficiari nell'imposta sulle donazioni

Il consolidamento dell’interpretazione giurisprudenziale, risultante oramai da molteplici sentenze della Corte di Cassazione, secondo la quale l’atto istitutivo del trust ed i successivi atti di dotazione patrimoniale dello stesso non hanno rilevanza fiscale ai fini dell’imposta sulle successioni e donazioni e dell’imposta ipotecaria e catastale, pone il problema di individuare quando i presupposti impositivi di tali norme si realizzano. Scarni, ad oggi, sono i contributi in dottrina e a tal fine non sono risolutivi i seppur numerosi pronunciamenti della Suprema Corte.

di Andrea Vasapolli e Carlotta Valas

Indebite compensazioni, la stretta della Cassazione dopo le ultime restrizioni

La Suprema Corte ha rimarcato, con le recenti sentenze 13149, 14763 e 15290 del 2020, la rilevanza penale dei comportamenti di illecito utilizzo del meccanismo di compensazione dei debiti tributari, dei contributi previdenziali ed assistenziali nonché delle altre somme dovute dal contribuente. Nel solco dei provvedimenti normativi del c.d. decreto Fiscale collegato alla legge di Bilancio 2020, che hanno profondamente ristretto il campo delle compensazioni, gli Ermellini si sono premurati di isolare – rendendolo minoritario – l’indirizzo assunto in precedenza dalla stessa Cassazione che, con sentenza 38042 del 13 settembre 2019, perimetrava la configurabilità del reato di indebita compensazione alle sole imposte dirette e all’Iva.

di Federico Moca

Immobilizzazioni materiali, l'approccio di revisione e il rischio intrinseco

Il processo di revisione contabile del bilancio in base ai moderni principi professionali poggia sulla appropriata identificazione e valutazione dei rischi di revisione, al fine di focalizzare il lavoro sulle aree che presentano una maggiore suscettibilità all’errore. Recentemente, anche a causa della diffusione del Covid-19, gli organismi professionali che si occupano di bilancio e revisione hanno richiamato l’attenzione su aspetti legati alla rappresentazione contabile delle immobilizzazioni materiali: in questo senso anche l’Organismo italiano di contabilità nella bozza per la consultazione del documento “Covid-19: Oic 16 e Oic 24 – Modifica del metodo di ammortamento delle immobilizzazioni materiali e immateriali” del 16 luglio 2020. Il presente contributo si sofferma sulla definizione dell’approccio di revisione, in particolare sulla definizione del rischio intrinseco, nella pianificazione del lavoro sull’area delle immobilizzazioni materiali.

di Luca Magnano San Lio

Relazioni semestrali, deroghe al principio di continuità da maneggiare con cura

Quale comportamento, nella presente contingenza sanitaria, le società debbano adottare in ordine alle indicazioni da fornire con le relazioni semestrali rappresenta un tema di grande attualità. Le predette relazioni, basate, come è noto, sui bilanci ordinari infrannuali, si dovranno infatti confrontare coi principi di redazione del bilancio e in particolare col principio di continuità, in un momento in cui, anche a causa dell'emergenza sanitaria, molte imprese potrebbe essere coinvolte in situazioni di crisi anche irreversibile. In tale contesto, ci si domanda anche come la deroga al principio di continuità – temporaneamente introdotta dalle c.d. norme emergenziali da Covid 19 – potrà essere valutata nel caso di “rischi e incertezze” suscettibili di evidenziare elementi di crisi/insolvenza prospettici.

di Giuliano Buffelli

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