NORME E TRIBUTI MESE

Bonus aggregazioni: limitazioni temporali per frenare l'utilizzo improprio

Il decreto Crescita (Dl 30 aprile 2019, n. 34) ha riproposto come misura fiscale per stimolare l'economia la possibilità di usufruire di un bonus per l'affrancamento degli attivi patrimoniali in presenza di operazioni straordinarie fra soggetti indipendenti. Trattasi di un provvedimento che è stato già proposto due volte negli anni addietro e che ora – con la crisi economica in atto – trova una nuova riproposizione senza aver subito peraltro alcuna variazione rispetto alla versione del 2009.

di Stefano Mazzocchi

Polizze assicurative: per le "unit linked" senza rischio dubbi sui vantaggi fiscali

L’eventuale riqualificazione da parte dell’Amministrazione finanziaria delle polizze assicurative in prodotti finanziari potrebbe comportare la perdita di alcuni vantaggi fiscali. Le nuove pronunce della Cassazione – ultima la 6319 dello scorso 5 marzo - sulla natura delle polizze di assicurazione con finalità finanziarie, portano alla ribalta il tema delle differenze tra il trattamento fiscale di questi contratti e quello di strumenti assimilabili. Per le polizze di assicurazione il legislatore distingue tra i capitali corrisposti all’avverarsi di un rischio demografico (la morte dell’assicurato oppure l’invalidità permanente o la non autosufficienza) e quelli derivanti dall’investimento dei premi pagati dal soggetto che sottoscrive il contratto. Con conseguenze sul prelievo.

di Valerio Vallefuoco

IVA

Pro rata Iva: sì per le operazioni con legame diretto con la casa madre

La stabile organizzazione effettua operazioni non rilevanti nei confronti del proprio stabilimento principale (salvi i casi di applicazione del Gruppo Iva) costituendo, per quanto attiene alle operazioni svolte esclusivamente nei confronti dello stabilimento principale, un unico soggetto con esso. Ai fini della detrazione della stabile organizzazione si deve quindi tenere in conto anche delle operazioni dello Stato di stabilimento principale. La necessità di considerare il volume d’affari prodotto in un altro Paese richiede di verificare che le operazioni che danno il diritto alla detrazione nel Paese di stabilimento principale lo darebbero anche secondo le regole italiane e implica un coordinamento tra gli Stati membri ai fini dell’accertamento.

di Luca Lavazza e Alessia Angela Zanatto

Adesione e azione accertatrice successiva: a rischio l'affidamento del contribuente

I limiti e le condizioni che l’Amministrazione finanziaria utilizza per procedere, successivamente ad un atto di adesione con il contribuente, all’emissione di un nuovo avviso di accertamento per il medesimo anno di imposta si stanno sempre più ampliando. Si analizzerà la normativa di riferimento con riguardo sia agli accertamenti integrativi-modificativi sia agli accertamenti parziali per poi affrontare gli effetti e le conseguenze di questi istituti, così come utilizzati dagli Uffici sulla disciplina delle adesioni. Vi è il rischio che il contribuente possa trovarsi davanti ad un nuovo accertamento per annualità già chiuse a seguito di definizione concordataria.

di Benedetto Santacroce e Lorenzo Lodoli

Perdite pregresse: conseguenze operative nell’esterovestizione della rettifica in diminuzione

Fra le “definizioni” introdotte nell’articolo 1 del Dlgs 10 marzo 2000, n. 74, va segnalata la specificazione secondo cui «non si considera imposta evasa quella teorica e non effettivamente dovuta collegata a una rettifica in diminuzione di perdite dell’ esercizio o di perdite pregresse spettanti e utilizzabili». Si affrontano le conseguenze operative della definizione stessa per quanto riguarda appunto l’istituto dell’ utilizzazione delle perdite pregresse con le particolari incidenze nel casi di esterovestizione.

di Ivo Caraccioli

Non punibilità per tenuità del fatto: richiesta da valutare nel giudizio in corso

Il nostro ordinamento prevede la possibilità di non applicare alcuna pena nei casi di commissione di delitti ritenuti lievi, i quali cioè non abbiano causato rilevanti conseguenze dannose. Si tratta di una speciale causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, mutuata dalla legislazione che regolava già i procedimenti per i minori e del giudice di pace penale. Detto istituto deve ritenersi applicabile a tutti i reati, compresi quindi quelli tributari. Finalizzato a deflazionare i giudizi, generalmente viene invocato dalla difesa dell’imputato, ma può essere comunque rilevata anche d’ufficio dal giudice, sia nel giudizio di merito sia in quello di legittimità. Occorre sempre prestare attenzione però agli effetti che l’istituto potrebbe incidentalmente avere sul parallelo procedimento tributario pendente, atteso che la non punibilità per speciale tenuità del fatto implica concretamente un accertamento sull’esistenza della condotta contestata.  

di Laura Ambrosi e Stefano Sereni

Categorie di quote: uno strumento su misura per le "Srl-Pmi"

Le società a responsabilità limitata in possesso dei requisiti indicati nella raccomandazione della Commissione europea 2003/361/Ce possono assumere la qualifica di “Srl-Pmi” ed usufruire di una serie di opzioni prima riservate alle sole società con capitale sociale rappresentato da azioni. Particolarmente significativa è la possibilità di creare, con delibera dell’assemblea dei soci adottata con le maggioranze richieste dalla legge o dal vigente statuto sociale, categorie di quote fornite di diritti diversi, le quali possono essere depersonalizzate ed anche standardizzate. È fatto però salvo l’obbligo di preservare i diritti dei titolari di particolari diritti e dei titolari di altre categorie di quote.

di Angelo Busani e Elisabetta Smaniotto

Registro unico del Terzo settore: per l'ente l'iscrizione è una scelta di convenienza fiscale

L’analisi sulla disciplina relativa alle agevolazioni fiscali e ai nuovi modelli impositivi introdotti con il Codice del Terzo settore non può non soffermarsi sul trattamento fiscale previsto per la generalità degli enti del Terzo settore e su quello riservato a specifiche categorie di enti quali Onlus, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale. In questa fase, in cui si attende il vaglio della Commissione europea e l’operatività dell’istituendo Registro unico per la completa attuazione della riforma, sarà importante dunque valutare quali siano le convenienze dal punto di vista tributario che orienteranno gli enti (anche di nuova costituzione) nella scelta di una determinata qualifica per l’iscrizione al Registro unico.

di Gabriele Sepio

Codice della crisi e dell’insolvenza: le parole della crisi

Nell’ambito delle disposizioni generali contenute nel nuovo Codice della crisi e dell’insolvenza particolare attenzione va prestata alle definizioni. Contenute nell’articolo 2 del Dlgs 14/2019, la loro analisi offre la possibilità di avere un “lessico fallimentare” condiviso - come necessaria premessa metodologica - con cui orientarsi in modo puntuale e senza anfibolie nel nuovo contesto normativo.

di Giuliano Buffelli

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