NORME E TRIBUTI MESE

Tassazione dei non residenti: indeducibilità dei costi e possibili incompatibilità con la Cgue

Nell’ambito della sentenza della Corte di giustizia Ue - che si è pronunciata sulla nozione di beneficiario effettivo e di abuso della direttiva Interessi e royalties - i giudici comunitari hanno nuovamente affrontato la questione della deducibilità degli oneri connessi all’erogazione di un finanziamento, ribadendo la incompatibilità con le libertà fondamentali del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea di una normativa nazionale che discrimini il non residente al quale non sia consentito di dedurre i predetti costi. L’interpretazione della Corte consente di soffermarsi sulle disposizioni del nostro ordinamento per verificare l’eventuale incompatibilità delle norme che disciplinano la tassazione dei non residenti con i principi enunciati nella sentenza.

di Alberto Renda e Stefano Albanese

Enti del Terzo settore: stringe il tempo per gli adeguamenti statutari

Con l’approvazione del Codice del Terzo settore e delle disposizioni di revisione della disciplina sull’impresa sociale si è introdotto nel nostro ordinamento un corpus unitario di norme volto a regolamentare aspetti civilistici, gestionali e tributari degli enti senza scopo di lucro che perseguono finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. La nuova normativa impegna gli enti che sono iscritti negli attuali registri del non profit ad allinearsi e individuare la specifica sezione del Registro unico in cui iscriversi. Ruolo centrale assumono, quindi, le modifiche statutarie da apportare per assumere la qualifica di ente del Terzo settore, sia riguardo la configurazione dell’ente nel suo complesso, sia sugli aspetti attinenti alla governance . In questa fase, particolare attenzione dovranno fare alcune categorie di enti, per le quali il Dlgs 117/2017 ha previsto specifici adeguamenti statutari, con le tempistiche (3 agosto 2019) come primo fattore da considerare.

di Gabriele Sepio

IVA

Trasmissione telematica dei corrispettivi: le regole, gli esoneri e le scelte delle imprese

La memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri sarà obbligatoria a partire dal 1° luglio 2019, per i contribuenti con volume d’affari superiore a euro 400 mila, ovvero a partire dal 1° gennaio 2020, per tutti i contribuenti. L’avvio sarà però graduale e garantirà il mantenimento di alcuni esoneri sia in relazione a singole attività, sia in relazione al livello di connettività. La trasmissione telematica costituisce un ulteriore tassello verso l’integrale digitalizzazione della documentazione fiscale e comporta un adattamento tecnologico delle imprese e delle importanti scelte di processo per gestire le diverse situazioni (quali la gestione di più punti cassa, dei resi, delle fatture su richiesta del cliente ovvero dell’annullamento delle operazioni).

di Benedetto Santacroce e Alessandro Mastromatteo

Processi verbali di constatazione: i chiarimenti su modalità e termini di definizione agevolata

Un aspetto particolarmente controverso della definizione dei processi verbali di constatazione (consegnati entro lo scorso 24 ottobre 2018) è legato a quando il quantum richiesto con l'atto di accertamento successivo diverga dal contenuto del Pvc. Ciò sia in conseguenza di memorie presentate dal contribuente, sia di iniziativa dell'Ufficio. In tal caso, non può trovare applicazione la previsione delle Entrate (provvedimento 17776/2019) in relazione alla "supremazia" del Pvc rispetto all'attività di accertamento successiva. Tale previsione, a ben vedere, si riferisce solo agli effetti della definizione, nel senso che il perfezionamento della stessa comporta l'inefficacia degli atti di accertamento successivi. Ne segue che la definizione del processo verbale di constatazione deve tenere conto di eventuali "annullamenti parziali" conseguenti alla notifica (dopo il 24 ottobre) del successivo atto di accertamento, come confermato dalla circolare 7/E del 9 aprile 2019. Entro il 31 maggio 2019 si dovrà presentare la dichiarazione e versare il dovuto.

di Dario Deotto e Maurizio Nadalutti

Operazioni infragruppo: rischio elusione per le doppie cessioni di azioni

La Corte di Cassazione, attraverso l'ordinanza 3614 del 7 febbraio scorso, si è pronunciata sugli aspetti elusivi delle cessioni infragruppo di pacchetti azionari. In particolare, con riferimento ad una vicenda relativa all’assegnazione di azioni di una società partecipata e alla loro successiva cessione infragruppo ad un prezzo inferiore rispetto al loro valore di assegnazione, il giudice di legittimità, nell’accogliere la tesi prospettata dall’agenzia delle Entrate, ha affermato che tali operazioni, per superare le contestazioni di elusione fiscale, devono essere giustificate da “valide ragioni” extra fiscali, non marginali rispetto al vantaggio fiscale che realizzano. Tali ragioni, che possono essere anche di natura meramente organizzativa e consistere in un miglioramento strutturale e funzionale del gruppo al quale l’impresa appartiene, devono essere valutate dal giudice di merito attraverso una motivazione adeguata.

di Massimo Antonini e Paolo Piantavigna

Holding: ampliata la platea dei soggetti tenuti alle comunicazioni all’Anagrafe tributaria

L’articolo 12 del decreto Atad, nel definire i criteri per l’individuazione delle holding di partecipazione, stabilisce che l’esercizio prevalente dell’attività di assunzione di partecipazioni sussiste quando l’ammontare complessivo delle partecipazioni detenute e degli altri elementi patrimoniali con le partecipate è superiore al 50% dell’attivo patrimoniale. A giudizio di Assoholding la nuova definizione di holding allargherà la platea dei soggetti tenuti a comunicare all’Anagrafe tributaria specifiche informazioni riguardanti la natura dei rapporti intrattenuti e la relativa controparte. La decorrenza degli adempimenti sarà quella prevista per l’applicazione del nuovo articolo 162-bis del Tuir, con il primo adempimento delle nuove holding solari verso l’Anagrafe che vedrà la scadenza del 31 maggio 2019 per i bilanci da approvare entro il 30 aprile 2019.

di Giacomo Albano e Annalisa Vergati

Dichiarazioni, fine di evadere, sottrarsi al pagamento: le definizioni

Anche le “nozioni” di “dichiarazioni”, “fine di evadere o consentire a terzi l’ evasione”, “fine di sottrarsi al pagamento” contenute, rispettivamente, nelle lettere c), d) ed e) dell’articolo 1 del Dlgs 74/2000, come modificato dal Dlgs 158/2015, rispondono alla buona prassi di far precedere le discipline penalistiche da una norma generale contenente le “definizioni”. Applicabili a tutti i reati tributari, sono state volute dal legislatore per meglio definire e circoscrivere il significato delle norme che prevedono i reati in materia di imposte sui redditi ed Iva, con tutte le conseguenze operative che ne derivano per contribuenti persone fisiche ed imprese. Il fine è quello di circoscrivere esattamente il contenuto dei reati stessi e di impedire indebiti allargamenti operativi in materia da parte dell’Amministrazione finanziaria e della magistratura.

di Ivo Caraccioli

Vantaggi economici ricevuti ed erogati dalle imprese e obblighi di informativa in nota integrativa

La disciplina sulla trasparenza delle erogazioni pubbliche, introdotta dall’articolo 1, commi da 125 a 129, della legge 124/2017 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza), si caratterizza per scarsa chiarezza della formulazione e per numerosi problemi interpretativi ed applicativi di non lieve conto. Problemi interpretativi che risultano vieppiù rilevanti in considerazione delle ingenti sanzioni previste dalla norma. Ancora, come opportunamente osservato da Assonime con la circolare 21 del 18 settembre scorso, «le regole introdotte dal comma 125 vanno in senso opposto alle indicazioni in materia di bilancio, che, anche a livello internazionale, richiedono di non assegnare ai documenti contabili delle imprese funzioni ulteriori, diverse da quelle loro proprie».

di Andrea Vasapolli e Gaia Tirrito

Ancora incertezze sulla legittimazione del fallito a impugnare gli atti del fisco

La Suprema Corte con una recente ordinanza è tornata a occuparsi della legittimazione del soggetto fallito a impugnare gli atti impositivi: qualora il fallito proponga un giudizio in merito ad un rapporto patrimoniale che sia in abstracto suscettibile di essere compreso nel fallimento, il giudice può rilevare il suo difetto di legittimazione, solo nell’ipotesi in cui gli organi del fallimento, antecedentemente all'instaurazione della causa, abbiano manifestato la loro volontà di interessarsi al rapporto in esame. La pronuncia in questione si pone quasi come un decalogo per gli operatori. La funzione “nomofilattica” della Corte è proprio questa: fare chiarezza sull’interpretazione del diritto. In questo caso, però, la Corte non dissipa le incertezze.

di Fausta Brighenti

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