NORME E TRIBUTI MESE

Mini Ires: centrale il concetto di “investimento” per definire il perimetro di applicazione

Tra le principali novità fiscali contenute nella legge di Bilancio 2019 si segnala l'introduzione della cosiddetta “mini Ires”, cioè la riduzione dal 24 al 15 per cento dell'aliquota a fronte dell'effettuazione di nuovi investimenti: si deve trattare in particolare dell'acquisizione di nuovi beni strumentali o di assunzioni stabili. È interessante analizzare l'ambito applicativo dell'agevolazione per quanto attiene all'acquisizione di beni strumentali, con particolare riferimento a quei beni che – sulla scorta dei principi contabili, delle norme civilistiche e della prassi ministeriale – non sono chiaramente collocabili tra i beni immobili e i veicoli non strumentali (com'è noto esclusi dalla misura in commento).

di Stefano Mazzocchi

Scambio internazionale di informazioni: definizioni e sanzioni nel decreto di attuazione della Dac 6

L’emanazione della direttiva 2018/822/Ue (Dac 6), approvata il 25 maggio 2018, ha come fine ultimo quello di scoraggiare definitivamente l’implementazione degli schemi di pianificazione finanziaria aggressiva transfrontaliera, fornendo una serie di best practices sugli obblighi di notifica di tali schemi alle amministrazioni nazionali . I 14 articoli dello schema di decreto di attuazione della Dac 6 sono stati resi stati resi pubblici dal Mef in modo che potessero essere oggetto di commenti e contributi da parte dei soggetti che saranno poi direttamente interessati dal nuovo obbligo di comunicazione all’agenzia delle Entrate. Tra gli aspetti che sembrano aver suscitato maggior dibattito tra gli operatori del settore che hanno presentato le proprie osservazioni, ve ne sono due particolarmente rilevanti: la definizione di “intermediario” tenuto alla comunicazione e gli aspetti sanzionatori. Tocca ora agli Stati membri adottare le norme interne necessarie a recepire la direttiva.

di Marco Piazza e Chiara Resnati

IVA

Fatturazione elettronica: come superare i problemi creati da esoneri ed eccezioni

Il nuovo obbligo generalizzato della fattura elettronica, entrato in vigore il 1° gennaio 2019, è caratterizzato dalla presenza, sempre più ampia, di esclusioni ed esoneri che invece di agevolare imprese e professionisti rischiano di complicare il trattamento dello specifico documento. In effetti, la fattura elettronica porta opportunità e semplificazioni solo se è collegata ad un flusso unico elettronico strandardizzato. Quindi è necessario conoscere in dettaglio le esclusioni e gli esoneri, per verificare se sia possibile eliminare queste differenze.

di Benedetto Santacroce

Irregolarità formali: più di qualche incognita nella sanatoria

Vi è più di qualche perplessità per la sanatoria delle irregolarità formali prevista dall’articolo 9 del Dl 119/2018, convertito. La più rilevante risulta essere l’individuazione della “latitudine” del concetto di violazione formale. Ulteriormente va tenuto conto che l’esistenza del principio del cumulo giuridico delle penalità di cui all’articolo 12 del Dlgs 472/1997 dovrebbe ridurre di molto l’interesse alla definizione. Ancora, va tenuto conto che la norma richiede anche la rimozione – ora per allora – dell’irregolarità. In alcuni casi questa sarà già avvenuta: si pensi alla fattura emessa in ritardo, ma con ritardo tale da non avere influito sulla correttezza della liquidazione periodica Iva. Negli altri casi si dubita che il contribuente provvederà alla regolarizzazione dell’inadempimento formale.

di Dario Deotto

Raddoppio dei termini inapplicabile per l'imposta che non prevede sanzioni penali

L’ordinanza 25975 dello scorso ottobre della Cassazione in materia di recupero a tassazione di somme ai fini di imposte dirette e Iva torna sul tema del discusso strumento del raddoppio dei temini. La consueta prassi dell’agenzia delle Entrate di far ricadere più tributi all’interno dello stesso atto di accertamento non è indicazione di materie fiscali aventi il medesimo trattamento legislativo. Pertanto, nel momento in cui al contribuente siano contestate violazioni che riguardino più imposte è d’obbligo per il giudice chiamato a dirimere la controversia chiarire quale tributo ricada all’interno degli estremi di reato, ossia quale sia annoverato nel Dlgs 74/2000, poiché su esso insiste anche la proroga dei termini. Quanto disposto nella sentenza rappresenta un orientamento da parte dei giudici della Suprema Corte che più volte si sono trovati a dover ribadire come risieda in capo al contribuente la segnalazione entro i termini al fine di ottenere la parziale nullità dell’atto e la sua invalidità.

di Roberto Bianchi

Specialità fra reati tributari e violazioni amministrative: le problematiche per le società

Uno dei problemi interpretativi più delicati in materia di sanzioni penali fiscali è quello dei rapporti fra il sistema penale ed il sistema amministrativo delle sanzioni per quanto riguarda i soggetti che rivestono qualifiche dirigenziali all’interno delle imprese in generale e delle società commerciali in particolare. In particolare quali siano i soggetti effettivi destinatari, sul piano penale od amministrativo, delle sanzioni. Alla regola generale della “specialità” prevista dal comma 1 dell’articolo 19 del Dlgs 74/2000, lo stesso legislatore affianca la deroga del comma 2, permanendo, in ogni caso, la responsabilità per la sanzione amministrativa dei soggetti non persone fisiche concorrenti nel reato.

di Ivo Caraccioli

Le pretese impositive e sanzionatorie alla prova dell'estinzione societaria

Il tema degli effetti della cancellazione delle società dal Registro delle imprese ha a lungo formato oggetto di dibattito sia in dottrina che in giurisprudenza, implicando questioni che sono state risolte soltanto a seguito di vari interventi sia del legislatore che delle Sezioni unite della Corte di Cassazione; peraltro, qualora si esaminino gli effetti della cancellazione dal punto di vista delle pretese tributarie, vengono in rilievo discipline speciali e problematiche del tutto peculiari. Un esame dei più recenti orientamenti in tema di sorte dei rapporti sostanziali e processuali pendenti al momento della cancellazione dal Registro delle imprese, offre l’occasione di evidenziare taluni profili di criticità con riferimento alla possibilità da parte del fisco di realizzare le pretese di natura sanzionatoria.

di Paolo Falchi

La contabilizzazione di fattispecie non previste dagli Oic ed il principio di derivazione rafforzata

Il nuovo principio contabile Oic 11 prevede che nei casi in cui i principi contabili non contengano una disciplina per fatti aziendali specifici, la società include, tra le proprie politiche contabili, uno specifico trattamento sviluppato facendo riferimento alle seguenti fonti, in ordine gerarchicamente decrescente: a) in via analogica, le disposizioni contenute in principi contabili nazionali che trattano casi simili; b) le finalità e i postulati di bilancio. I trattamenti contabili così sviluppati hanno rilevanza ai fini dell'applicazione del principio di derivazione rafforzata di cui all'articolo 83, comma 1, del Dpr 917/1986.

di Andrea Vasapolli

Codice della crisi e dell'insolvenza: al centro del nuovo concordato soddisfazione dei creditori e tutela dell'occupazione

Il decreto legislativo che, in attuazione della legge delega 155/2017, introduce il nuovo “Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza”, rivede in maniera profonda e innovativa la legge fallimentare del 1942. Tra le misure dispiegate, molte rappresentano una vera novità. Anche il concordato preventivo esce dalle pagine del decreto rafforzato e mirato a difendere la linea della continuità aziendale. La procedura subisce una profonda rivisitazione traendo suggerimenti dall’esperienza degli ultimi anni di pratica applicazione. Legati all’analisi delle modifiche di maggior rilievo al concordato preventivo, diversi sono anche gli spunti propositivi qui presentati.

di Giuliano Buffelli

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