NORME E TRIBUTI MESE

Transfer pricing: tagliano il traguardo le linee guida nazionali

Con il Dm 14 maggio 2018, il Mef ha approvato in via definitiva le regole applicative della disciplina del transfer pricing di cui all'articolo 110, comma 7, del Tuir. Rispetto alle bozze poste in consultazione, oltre ad una migliore precisazione dei requisiti soggettivi e delle regole sulla gerarchia dei diversi metodi, si introducono disposizioni specifiche per la valorizzazione dei servizi a basso valore aggiunto e per l'idoneità della documentazione per l'esimente da sanzioni.

di Luca Gaiani

Transfer pricing: operative le disposizioni per gli aggiustamenti corrispondenti

Diventa concretamente possibile ottenere la rettifica in diminuzione unilaterale del reddito delle imprese italiane in seguito ad accertamenti sui prezzi di trasferimento subiti dalla controparte estera appartenente al gruppo. La procedura è contenuta nel provvedimento pubblicato lo scorso 30 maggio che disciplina a livello operativo le modalità per ottenere il cosiddetto “aggiustamento corrispondente”: trattasi del riconoscimento di una variazione in diminuzione in Italia a fronte di rettifica in aumento, definitiva e conforme al principio di libera concorrenza, effettuata da uno Stato con il quale è in vigore una convenzione per evitare le doppie imposizioni sui redditi e che consenta un adeguato scambio di informazioni. Vengono analizzati gli aspetti più rilevanti del recente provvedimento, evidenziando le modifiche del testo finale rispetto a quello posto in consultazione dal 21 febbraio al 21 marzo scorso.

di Marco Piazza e Alberto Trainotti

IVA

La direttiva “vouchers” e le ricadute sull’Iva dei “buoni”

La determinazione della base imponibile e l’individuazione del momento in cui si manifesta il fatto generatore del tributo – quello che noi chiamiamo “effettuazione” – sono elementi cruciali per l’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto, anche ai fini del controllo del suo regolare adempimento. Non sussistono particolari problemi quando cliente e fornitore si incontrano direttamente nel momento in cui viene definita la cessione o la prestazione, mentre esistono non poche incertezze nel caso in cui viene preventivamente acquistato un voucher , cioè un titolo che consente di ricevere il bene o servizio, titolo che può essere emesso dallo stesso venditore o prestatore del servizio oppure da un soggetto terzo, che si qualifica in termini di operatore finanziario o come specialista nelle prestazioni di servizio materializzate nel “buono”.

di Raffaele Rizzardi

Società estinte: gli effetti della disciplina in ambito tributario

La cancellazione delle società dal Registro delle imprese, disciplinata dagli articoli 2495 del Codice civile e dall’articolo 36 del Dpr 602/1973, con i conseguenti effetti in termini di responsabilità in capo ai soci ed ai liquidatori, anche alla luce delle modifiche apportate dall’articolo 28, commi 4 e 5, del Dlgs 175/2014, è materia intricata. Sono numerose le problematiche che la cancellazione e conseguente estinzione della società creano in tema d’accertamento delle imposte, sia per quelle già divenute definitive all’atto della cancellazione, sia per quelle accertate ma non definitive sia con riferimento alla notifica degli atti impositivi ed alla successione nei rapporti processuali. La materia va affrontata verificando l’efficacia della cancellazione della società dal Registro delle imprese, partendo dalla disciplina civilistica e successivamente analizzando quella fiscale e contributiva.

di Benedetto Santacroce e Lorenzo Lodoli e Roberto Scarpa

L'emendabilità della dichiarazione a favore tra procedimento amministrativo e processo tributario

Il Dl 193/2016 ha equiparato i termini per la presentazione della dichiarazione integrativa “a favore” a quelli per la rettifica “a sfavore”. Il decreto, inoltre, ha introdotto la possibilità per il contribuente di far valere l’errore commesso a proprio svantaggio anche “in sede di accertamento” e ha confermato l’orientamento giurisprudenziale che ammetteva la correzione degli errori dichiarativi in sede di impugnazione di un atto impositivo. L’intervento del legislatore, nel complesso apprezzabile, solleva, in alcune limitate ipotesi, delicati problemi interpretativi, che potrebbero costringere a ripensare, almeno con riferimento ad esse, la configurazione dei rapporti tra procedimento e processo, e la stessa natura del giudizio tributario, con importanti conseguenze anche su altri aspetti della disciplina.

di Marco Fasola

Atti di indagine: il diverso valore nei processi penale e tributario

Le prove acquisite illegittimamente e inutilizzabili ai fini penali non sono comunque inutilizzabili ai fini fiscali. È quanto sancito dalla Corte di Cassazione, con la sentenza 959 del 17 gennaio 2018, nel respingere il ricorso di una Srl. L’orientamento consolidato della Suprema Corte è, infatti, che non esiste nell'ordinamento tributario un principio generale di inutilizzabilità delle prove illegittimamente acquisite. Introdotto nel "nuovo" Codice di procedura penale, tale principio vale soltanto all'interno di tale specifico sistema procedurale, con la conseguenza che «l'acquisizione irrituale di elementi rilevanti ai fini dell'accertamento fiscale non comporta la inutilizzabilità degli stessi, in mancanza di una specifica previsione in tal senso». I dati ottenuti dalla Guardia di finanza nel corso di un’indagine penale possono, quindi, essere usati per l’accertamento fiscale.

di Mario Cavallaro

Legittima la "russian roulette clause" per uscire dallo stallo decisionale

Il Tribunale di Roma, sezione specializzata in materia di imprese, con sentenza del 19 ottobre 2017, ha sancito la legittimità, siccome volta a soddisfare interessi meritevoli di tutela, della c.d. “ russian roulette clause ”, vale a dire della clausola contenuta in un patto parasociale o in uno statuto di società, con cui viene stabilito che in presenza di una situazione di impasse decisionale (c.d. “ dead-lock ”) conseguente al possesso paritetico e contrapposto di partecipazioni, un socio possa fissare il prezzo per indurre l’altro socio a comprare le proprie quote di partecipazione al capitale della società, offrendogli in alternativa (all’acquisto) la possibilità di vendere, per il medesimo prezzo, le proprie. Si tratta di un contratto atipico valido siccome preordinato ad evitare la fase patologica dello scioglimento e messa in liquidazione della società a causa del disaccordo tra i soci.

di Angelo Busani e Elisabetta Smaniotto

Oic 11: anche la continuità aziendale nel nuovo principio

L’introduzione del tema della continuità aziendale nell’Oic 11 – grande assente nelle edizioni precedenti - rappresenta una positiva evoluzione dei principi contabili nazionali. Si analizzano le nuove disposizioni, evidenziandone i caratteri di novità, anche attraverso il raffronto con i tratti essenziali della previgente normativa in materia (tra le più longeve del nostro ordinamento). Con il nuovo principio, le responsabilità del redattore di bilancio assumono contorni più definiti, così come i necessari adempimenti informativi nelle situazioni di incertezza. Le disposizioni in materia di continuità aziendale del nuovo Oic 11 sono applicabili ai bilanci aventi inizio a partire dal 1° gennaio 2017 o data successiva; con l’entrata in vigore di tali paragrafi sono sospese le disposizioni del capitolo 7 dell’Oic 5 Bilanci di liquidazione.

di Luca Magnano San Lio e Angelo Pascali

Concordato preventivo: fase esecutiva differente se con continuità aziendale o cessione dei beni

La fase esecutiva del concordato preventivo risulta differente a seconda che il concordato sia con continuità aziendale o con cessione dei beni, sia da un punto di vista della normativa fallimentare che di quella fiscale. Il liquidatore giudiziale, secondo un’interpretazione letterale del dettato normativo, dovrebbe essere nominato solo nell’ambito del concordato liquidatorio, mentre secondo parte della giurisprudenza dovrebbe essere nominato anche nell’ipotesi del solo concordato misto, in cui la continuità aziendale è affiancata dalla liquidazione degli attivi non strategici. Ripercorrendo la giurisprudenza sul tema e approfondendo gli aspetti relativi all’esecuzione del concordato con continuità e di quello liquidatorio, ci si focalizza in particolare sulla disciplina delle cessioni dei beni di impresa, del riparto, del rendiconto, della chiusura della procedura, nonché, in chiave fiscale sui temi connessi alle plusvalenze e alle sopravvenienze.

di Giuliano Buffelli

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