NORME E TRIBUTI MESE

Compravendita di partecipazioni: costo ammortizzato senza derivazione rafforzata

La nuova versione del principio contabile Oic 21 Partecipazioni, aggiornata con gli emendamenti ai principi contabili nazionali pubblicati dall’Oic il 29 dicembre 2017, prevede espressamente che i criteri dell’attualizzazione e del costo ammortizzato si applicano anche nel caso di acquisto di partecipazioni con dilazione di pagamento a condizioni diverse rispetto a quelle normalmente praticate sul mercato. Secondo la recente norma di comportamento 203 dell’Associazione italiana Dottori commercialisti le modalità di contabilizzazione delle partecipazioni in base al criterio dell’attualizzazione e del costo ammortizzato non rilevano ai fini fiscali, per cui per la determinazione del reddito di impresa si dovrà fare riferimento unicamente al corrispettivo previsto contrattualmente.

di Giorgio Gavelli e Fabio Giammoni

IVA

Gruppo Iva: imprese alla prova delle nuove regole attuative

Per il Gruppo Iva il quadro normativo e regolamentare si è completato con l’emanazione del decreto di attuazione del ministro dell’Economia dello scorso 6 aprile. La legge di Blancio 2017 aveva già previsto che, a partire dal 2018, i soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato esercenti attività d'impresa per i quali congiuntamente ricorrano i vincoli finanziario, economico e organizzativo, possano divenire un unico soggetto passivo ai fini Iva, a seguito di un'opzione esercitata dagli stessi. Ora con il decreto del Mef, i gruppi d’impresa devono verificare entro il 15 novembre se optare già dal 1° gennaio 2019 allo specifico regime. L’adozione del Gruppo Iva può portare a concreti vantaggi ai fini della detraibilità Iva, ma implica adeguamenti operativi nella gestione delle transazioni interne ed esterne al gruppo .

di Benedetto Santacroce e Michele Brusaterra

Professionisti: la locazione di immobile per l'attività non è abuso del diritto

L’agenzia delle Entrate sempre più spesso fonda i propri accertamenti sul disconoscimento della facoltà per il professionista di locare immobili a lui stesso riconducibili, seppur indirettamente, per svolgere la propria attività, considerando tale condotta finalizzata al mero ottenimento di un vantaggio fiscale. La più recente giurisprudenza, chiamata a pronunciarsi sulla tematica in esame, sta sempre più consolidando il proprio orientamento pro contribuente sia in sede provinciale che regionale, sostenendo che è insindacabile la scelta di adottare un certo percorso giuridico, rispetto ad un altro, a cui il sistema stesso ha riconosciuto un trattamento fiscale di maggior favore. Al contribuente resta inoltre l’ultima chance , ossia proporre istanza di interpello per conoscere preventivamente da parte dell’Amministrazione finanziaria se quella specifica operazione sia annoverabile tra quelle che costituiscono fattispecie di abuso del diritto.

di Pierpaolo Ceroli e Paola Bonsignore

Incertezza delle norme tributarie: la rilevanza è accertabile solo dal giudice

Uno dei corollari più importanti del principio generale di buona fede in materia tributaria è rappresentato dalla possibilità di ritenere il contribuente esente da sanzione nel caso in cui l'erronea applicazione della normativa fiscale sia stata causata da una situazione di obiettiva incertezza normativa. Tale corollario è codificato in varie disposizioni di natura fiscale, le quali – anche se attraverso locuzioni diverse – identificano l'incertezza giuridicamente rilevante (che giustifica la disapplicazione delle sanzioni) nell'oggettiva impossibilità per il giudice di individuare in modo univoco i destinatari, l'ambito e/o il significato delle norme fiscali erroneamente applicate dal contribuente. La giurisprudenza di legittimità nel tempo ha delineato anche i profili probatori e processuali dei presupposti e degli effetti dell'esimente in discorso.

di Massimo Antonini e Paolo Piantavigna

Tutela risarcitoria del contribuente e responsabilità civile dell'Amministrazione finanziaria

Le recenti proposte di integrazione dello Statuto dei diritti del contribuente portano all’attenzione il tema della responsabilità civile dell’Amministrazione finanziaria e della tutela dei c.d. diritti patrimoniali consequenziali, oggi esclusi dalla giurisdizione tributaria per mancanza del vincolo di accessorietà alla lite tributaria. La proposta di riconoscere il diritto del contribuente al risarcimento dei danni cagionati dalle Agenzie fiscali e dai funzionari nell’esercizio delle loro funzioni dovrebbe essere attentamente ponderata qualora implicasse anche l’attribuzione della tutela risarcitoria aquiliana avanti al giudice tributario, considerati i limiti derivanti dal combinato disposto degli articoli 2 e 19 del Dlgs 546/1992 e il divieto di istituzione di nuovi giudici speciali previsto dall’articolo 102 della Costituzione.

di Ramona Tombini

Capitale sociale: aumento a pagamento liberabile mediante compensazione

L’aumento di capitale sociale a pagamento può essere liberato mediante compensazione del credito che il socio vanta nei confronti della società, in ragione di un finanziamento eseguito a favore dell’ente, con il debito del socio medesimo verso la società, sorto a seguito della sottoscrizione di una delibera di aumento di capitale sociale a pagamento. Il ricorso ad una simile tecnica è legittimo, non solo nel caso in cui la società si trovi in bonis , bensì anche qualora siano emerse perdite idonee ad azzerare il capitale sociale o tali da ridurlo al disotto del limite legale. Peraltro, ove si tratti di debiti liquidi ed esigibili non è necessaria alcuna specifica autorizzazione dell’assemblea dei soci. Qualora però siano assenti le richiamate condizioni (cioè non si tratti di debiti liquidi ed esigibili), il ricorso alla compensazione è sempre possibile previo consenso delle parti interessanti e, quindi, per quanto concerne la società, previo consenso dell’organo amministrativo, qualora l’assemblea dei soci non abbia già autorizzato l’operazione.

di Angelo Busani e Elisabetta Smaniotto

Trust e indirette: presupposto impositivo solo con l’effettivo trasferimento al beneficiario

L’esame della giurisprudenza, di legittimità e di merito, intervenuta questi primi mesi del 2018 e della proposta di legge presentata alla Camera il 3 ottobre 2017 (“Disciplina dell’applicazione delle imposte indirette ai trust ”) offrono lo spunto per una riflessione generale sul tema, attualissimo, della imposizione indiretta del trust ed in particolare della fiscalità legata alle vicende traslative dei beni costituiti in trust e della loro definitiva attribuzione ai beneficiari finali. Tema di grande interesse non solo alla luce del successo già ottenuto dall’istituto nella regolazione della crisi d’impresa, nella gestione dei patrimoni, nella tutela dei soggetti con disabilità grave nonché nel passaggio generazionale dell’impresa, ma anche, e soprattutto, poiché l’assenza di una puntuale disciplina alimenta contrasti tra prassi amministrativa ed esegesi giudiziaria e determina il proliferare della giurisprudenza creativa, foriera di diseguaglianze nell’applicazione delle norme.

di Giulia Orazzini

Ristrutturazione del debito: gli effetti contabili nei bilanci redatti con i nuovi Oic

L’introduzione, per opera del Dlgs 139/2015, della disciplina del costo ammortizzato per i soggetti diversi dalle piccole e micro imprese ha escluso i bilanci ordinari dal campo di applicazione dell’Oic 6 (Ristrutturazione del debito ed informativa di bilancio). Il principio ha continuato invece ad essere applicabile ai soggetti che non adottano il costo ammortizzato fino alla recente emanazione degli “Emendamenti ai principi contabili” che hanno definitivamente abrogato l’Oic 6 e ne hanno assorbito parte del contenuto all’interno dell’Oic 19 (Debiti). Le modifiche apportate all’Oic 19 hanno inteso colmare, almeno parzialmente, l’asimmetria generatasi nella rappresentazione contabile delle operazioni di ristrutturazione del debito tra i bilanci dei soggetti che adottano il costo ammortizzato e quelli vincolati all’Oic 6. Si prende in rassegna la rappresentazione delle operazioni di ristrutturazione nei bilanci sia ordinari sia dei soggetti che non adottano il costo ammortizzato, evidenziandone, anche tramite il ricorso ad esempi, i possibili effetti.

di Luca Magnano San Lio e Giuseppe Scapellato

Curatela fallimentare: giudici divisi sull'avviso di accertamento prematuro

La recente sentenza 8892 dello scorso 11 aprile della Corte di Cassazione offre l’occasione per trattare della dibattuta questione dell’avviso di accertamento prematuro emesso nei confronti di una curatela fallimentare. La Corte costituzionale aveva tuttavia già dichiarato l’inammissibilità della questione osservando che l’avviso di accertamento ante tempum è nullo se non motiva in ordine alla “particolare e motivata urgenza”. La Cassazione ora, contrariamente al giudice delle leggi, si focalizza sulla prova a posteriori: se il contribuente si lamenta della precocità dell’atto l’Ufficio sarà tenuto a dimostrare – avanti al giudice tributario - che c’era fretta e che la fretta era giustificata.

di Fausta Brighenti

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