NORME E TRIBUTI MESE

Transfer pricing: linee guida italiane in arrivo

Una bozza di decreto del Mef, posta in consultazione tra gli operatori, detta i principi base per l’applicazione delle regole sul transfer pricing di cui all’articolo 110, comma 7, del Tuir. Requisiti soggettivi, analisi di comparabilità e scelta del metodo, determinazione dell’intervallo di valori di libera concorrenza, tra i punti essenziali del provvedimento. L’Amministrazione finanziaria ha dunque il compito di dettare una sorta di "rotta" italiana alle regole in materia di determinazione dei prezzi di trasferimento al fine di orientare sia il comportamento dei contribuenti sia quello degli Uffici.

di Luca Gaiani

Finanziamenti soci: regime fiscale differenziato per i tassi non di mercato

Il comma 4-bis dell'articolo 5 del decreto 8 giugno 2011 prevede che, nel caso in cui il finanziamento ad un tasso significativamente inferiore a quello di mercato sia stato erogato da un socio legato alla società finanziata da un rapporto di controllo ex articolo 2359 del Codice civile, ai fini fiscali prevalgono gli aspetti giuridici rispetto a quelli sostanziali sulla base dei quali l'operazione è stata contabilizzata. Ne consegue che tali finanziamenti sono sottosposti ad un regime fiscale differenziato a seconda che tra soggetto finanziante e soggetto finanziato sussista, o meno, un rapporto di controllo.

di Andrea Vasapolli

Redditi finanziari: la legge di Bilancio non cancella le criticità

La legge di Bilancio 2018 ha introdotto rilevanti novità in ordine alla fiscalità dei redditi finanziari. Si è resa irrilevante la natura qualificata o meno delle partecipazioni, applicando una generale imposizione sostitutiva con aliquota del 26% sui dividendi e sulle plusvalenze. In precedenza sui proventi da partecipazioni qualificate era prevista un’attrazione – parziale – al reddito imponibile del socio, mentre l’imposizione sostitutiva era applicata solo per le “non qualificate”. Non sono tuttavia state risolte alcune criticità che permangono: tra le altre, la penalizzante imposizione sui dividendi esteri, la controversa suddivisione tra redditi di capitale e redditi diversi, l’ardua emersione delle minusvalenze in caso di default . Addirittura, per diversi aspetti, le criticità si sono ampliate.

di Stefano Cingolani

Enti del Terzo settore: le disposizioni fiscali e i benefici per i sostenitori

Il nuovo Codice del Terzo settore ha una significativa componente fiscale, i cui aspetti transitori sono ancor più complessi di quelli relativi alla rendicontazione, in quanto le innovazioni consistono sia in specifiche disposizioni nel Codice stesso, sia in modifiche di alcuni articoli del Tuir e della legge Iva, già inserite nelle raccolte normative consultabili anche online , ma la cui efficacia è rimandata all’attuazione completa del Codice e del relativo Registro. Oppurtuno, dunque, l'intervento dell'agenzia delle Entrate che nel contesto della manifestazione Telefisco 2018 ha fornito una serie di chiarimenti con particolare riguardo alla disciplina transitoria applicabile alle Onlus, destinate a scomparire con i nuovi inquadramenti del Codice. Si analizzano i profili Iva e quelli relativi all'imposizione diretta.

di Raffaele Rizzardi

IVA

Split payment 2018: le novità su soggetti e versamenti

Dopo l’introduzione del regime della scissione dei pagamenti nel 2015, il legislatore è successivamente intervenuto sull’articolo 17-ter del Dpr 633/1972 per ampliare la platea dei soggetti, delle operazioni interessate e la data di applicabilità delle nuove disposizioni. Con il collegato fiscale alla legge di Bilancio 2018 il legislatore ha nuovamente modificato l’articolo Iva, ma le modifiche inserite operano a decorrere dalle fatture emesse dal 1° gennaio 2018 dopo l’attuazione ad opera del decreto del 9 gennaio scorso. L’innovato quadro normativo porta effetti che comportano la suddivisione delle attività rispetto agli adempimenti split payment in due distinti ambiti, fino al 30 giugno e dal 1° luglio 2017, che attengono al profilo soggettivo e oggettivo. A ciò si aggiunge il nuovo intervento che, in riferimento al profilo soggettivo, apre una nuova stagione dal 1° gennaio 2018. La circolare 27/E del 2017, che ne ha illustrato la disciplina, trova utilità d’indirizzo anche per le novità introdotte e per la gestione delle nuove regole decorrenti dal 1° luglio 2017. La nuova disciplina della scissione dei pagamenti si applica solo transitoriamente fino al 30 giugno 2020.

di Marco Magrini e Benedetto Santacroce

IVA

Fatto generatore, momento di effettuazioneed esigibilità Iva: normativa nazionale e comunitaria compatibili?

Con la sentenza 8059/2016 a Sezioni Unite e l'ordinanza 29371/2017, la Cassazione analizza il rapporto tra normativa nazionale e comunitaria in materia di fatto generatore, momento di effettuazione ed esigibilità. L'affermazione rivoluzionaria ma anche controversa è che il "fatto generatore dell'Iva", legato alla materiale esecuzione della prestazione, pur non essendo citato nella disciplina nazionale Iva, deve essere considerato come elemento a cui fare riferimento al fine di identificare l'insorgere dell'obbligazione tributaria. Evidente e condivisibile lo sforzo dei giudici di trovare soluzioni volte a garantire l'applicazione dell'imposta in maniera coerente al canone unionale; l'articolo 6, comma 3, Dpr 633/1972, tuttavia, non lascia spazio ad interpretazioni differenti in merito al momento di effettuazione dei servizi: coincide con il pagamento del corrispettivo. Sarebbe necessario un intervento di modifica normativa per trasporre correttamente la norma comunitaria.

di Luca Lavazza e Alessia Angela Zanatto

Società cooperative: con l'organo collegiale maggior controllo degli amministratori

L’amministrazione delle società cooperative (sia Srl che Spa), a far data dal 1° gennaio 2018, deve essere affidata ad un organo collegiale formato da almeno tre soggetti, in virtù delle modifiche apportate all’articolo 2542 del Codice civile, ad opera della legge di Bilancio 2018, la quale ha però omesso di dettare una disciplina transitoria. Il Consiglio Nazionale del Notariato (Studio 9/2018/I) ha pertanto fornito taluni chiarimenti e precisato che: i) gli organi amministrativi in carica (formati da un amministratore unico o da un consiglio di amministrazione composto da meno di tre membri) non si devono intendere decaduti automaticamente per effetto dell’entrata in vigore della nuova disciplina; tuttavia, ii) l’assemblea dei soci deve essere convocata tempestivamente e comunque non oltre il termine ultimo previsto per l’approvazione del bilancio relativo all’esercizio 2017, al fine di nominare un organo amministrativo conforme a legge.

di Angelo Busani e Elisabetta Smaniotto

Oic 11: sostanza, rilevanza e continuità nella nuova versione

La nuova versione del principio contabile Oic 11 (“Finalità e postulati del bilancio di esercizio”) contiene l’illustrazione dei due principi che, per alcuni aspetti, costituiscono una novità: “Rappresentazione sostanziale” riferita alla sostanza dell’operazione o del contratto e “Rilevanza”. Inoltre, è illustrato il postulato della “Prospettiva della continuità aziendale”. L’articolo 2423-bis, comma 1, numero 1, del Codice civile prevede che la valutazione delle voci di bilancio deve essere effettuata nella prospettiva della continuazione dell’attività e – precisa l’Oic 11 – tenendo conto del fatto che l’impresa costituisce «un complesso economico funzionante destinato alla produzione di reddito per un prevedibile arco temporale futuro, relativo a un periodo di almeno dodici mesi dalla data di riferimento del bilancio». Si prevede un'entrata in vigore in due tempi: bilanci 2017 per continuità e bilanci 2018 per altri postulati.

di Franco Roscini Vitali

Crisi da sovraindebitamento: le nuove procedure d'allerta giocano d'anticipo

L’articolo 4 della legge 155/2017 delega il Governo a disciplinare gli istituti dell’allerta e della composizione assistita della crisi finanziaria dei debitori che svolgano attività imprenditoriale. Si tratta di novità mirate a favorire l’emersione anticipata delle situazioni di criticità, ad agevolare le trattative tra debitore e creditori, insomma a ridurre i danni e a risolvere quelle situazioni di sovraindebitamento che sono socialmente ed economicamente devastanti. Il nuovo istituto nasce però monco. Manca infatti, in primo luogo, un programma di educazione finanziaria. I debiti insostenibili tali diventano anche in ragione della scarsa conoscenza degli strumenti mediante i quali si accede al denaro: dalle carte “ revolving ” ai prodotti finanziari che si acquistano dalle banche. Sarebbe poi necessario che venisse diffusa l’idea che occorre proteggere il proprio capitale umano o quello lavorativo incentivando coperture assicurative. Risolvere le crisi finanziarie è commendevole; ancora meglio sarebbe prevenirle.

di Fausta Brighenti

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