NORME E TRIBUTI MESE

La Cassazione "sgancia" l'inerenza dei costi dall'utilità o vantaggio per l'attività d'impresa

La Cassazione ha di recente affermato importanti principi volti a chiarire il concetto di inerenza, quale requisito generale della deducibilità dei costi d’impresa, ai fini delle imposte sui redditi e dell' Iva. Secondo la Suprema Corte, che si è espressa nell'ordinanza 450 dell’11 gennaio 2018, il principio di inerenza non discende dall’articolo 109 del Dpr 917/1986 (“Tuir”), ma è strettamente correlato alla nozione stessa di “reddito d’impresa”. Ne consegue che l’inerenza non implica l’esistenza di un rapporto causale tra costo e ricavo, in quanto esprime la riferibilità del costo sostenuto all’attività d’impresa, anche in via indiretta, potenziale o in proiezione futura. Nello sforzo di definire in che cosa consista l’inerenza, i giudici di legittimità si pongono in esplicita antitesi rispetto all’orientamento giurisprudenziale finora riconosciuto come maggioritario, a cui spesso le Entrate si richiamano per disconoscere la deducibilità dal reddito d’impresa dei costi dichiarati dai contribuenti.

di Massimo Antonini e Paolo Piantavigna

Trasformazione regressiva: deducibilità delle eccedenze di interessi passivi

Una certezza in ambito fiscale è la neutralità della trasformazione societaria con la quale la società non si estingue ma semplicemente cambia “abito tecnico” passando da società di persone a società di capitali (trasformazione progressiva) o viceversa (trasformazione regressiva), come nel caso qui in esame. Peraltro, la trasformazione regressiva di una società di capitali, potrebbe anche non essere la logica conseguenza di una scelta societaria ma potrebbe rendersi dovuta nel caso in cui la società realizzi perdite superiori al terzo del capitale sociale con riduzione dello stesso al di sotto del minimo legale. Nella trasformazione regressiva da soggetto Ires a soggetto Irpef, si assiste ad una assenza di regolamentazione riguardante l’eccedenza di interessi passivi che, normalmente, ex comma 4 dell’articolo 96 del Tuir – in caso di continuità del regime Ires – sarebbe deducibile nei periodi d’imposta successivi rispetto al periodo d’imposta in cui essi eccedono il 30% del Rol.  

di Dario Deotto e Stefano Zanardi

Stabile organizzazione: nuova definizione e implicazioni più rilevanti

La legge di Bilancio 2018 ha modificato la definizione di "stabile organizzazione" contenuta nell’articolo 162 del Tuir. Alla luce delle evoluzioni normative a livello comunitario, la modifica rappresenta solamente uno degli aspetti che andranno verificati nel caso in cui si stia valutando la presenza o meno di una stabile organizzazione in Italia; gli altri derivano da quanto contenuto nella Convenzione multilaterale (per l'attuazione di misure relative alle convenzioni fiscali finalizzate a prevenire l'erosione della base imponibile e lo spostamento dei profitti), siglata il 7 giugno 2017, e nel nuovo modello di Convenzione Ocse – e relativo Commentario – approvato il 21 novembre scorso. Dopo un’analisi del dato normativo nazionale e comunitario seguirà l’esposizione di alcuni casi pratici in cui andrà valutata la presenza o meno di una stabile organizzazione nel territorio dello Stato.

di Marco Piazza e Alberto Trainotti

IVA

Pay back farmaceutico e Iva: la legge di Bilancio definisce il trattamento

La possibilità di detrarre l’Iva sulle somme versate dalle aziende farmaceutiche a titolo di “ pay back ” è stata definitivamente concessa dalla legge di Bilancio per il 2018. L’approccio del legislatore appare sfavorevole per il contribuente per quanto riguarda gli ammontari già versati relativi al pay back del 5% e dell’1,83%, in quanto, per tali tipi di ristorni, viene richiesto un ulteriore versamento all’erario pari alla quota relativa all’Iva. Ciò sembra in linea con quanto stabilito dalla Commissione tributaria provinciale di Venezia con sentenza 316/2016. Tuttavia, a parere di chi scrive, la questione merita un’ulteriore riflessione, in quanto, secondo un approccio alternativo, si potrebbe sostenere che l’Iva sia già stata restituita dalle aziende farmaceutiche alle Regioni e Province autonome interessate, in quanto inclusa nei ristorni già versati. Per i versamenti futuri il trattamento ai fini della detrazione Iva degli ammontari versati a titolo di pay back sarà uniformato a quello relativo al pay back territoriale e ospedaliero, garantendo la detrazione dell’imposta in capo alle aziende farmaceutiche.

di Davide Accorsi e Luca Lavazza

Dichiarazione integrativa: nessuna sanzione se è a favore del contribuente

Il Dl 193/2016 ha affermato la facoltà, concessa al contribuente, di presentare una dichiarazione integrativa a favore, rispetto a quella trasmessa nei termini ai fini Irpef, Ires, Irap, Iva e sostituto d'imposta, sino alla decorrenza del termine di decadenza dell'azione di accertamento, statuendo inoltre che il menzionato limite riprende a decorrere nuovamente, per i meri elementi oggetto di integrazione, a far data dalla trasmissione della dichiarazione integrativa medesima. L'Amministrazione finanziaria, inoltre, durante un recente incontro pubblico ha comunicato che non risulta più essere sanzionabile una dichiarazione incompleta ma corretta attraverso una dichiarazione integrativa non integrandosi la violazione prevista ai sensi del comma 1 dell'articolo 8 del Dlgs 471/1997.

di Roberto Bianchi

Accertamento con adesione: tax compliance alla prova delle "clausole di salvaguardia"

Il rapporto fisco-contribuente si è andato negli ultimi anni sempre più rafforzando attraverso la creazione di rapporti collaborativi tra le parti volti al raggiungimento della tanto auspicata tax compliance. L’istituto deflattivo che meglio evidenzia questo nuovo corso è rappresentato dall’accertamento con adesione il quale, con un contraddittorio diretto e preventivo, mira alla determinazione concordata del tributo. Fondamentale importanza riveste la motivazione dell’atto che deve evidenziare le ragioni giuridiche e di fatto della decisione dell’Amministrazione. Non si capisce, dunque, il motivo per cui, di recente le Direzioni provinciali delle Entrate tendono a concludere il verbale di contraddittorio inserendo "clausole di salvaguardia", che possono assumere diverse formulazioni, a volte incoerenti tra loro, creando, in tal modo, una disparità di trattamento dei soggetti passivi d’imposta sia in sede extragiudiziale che nel procedimento, e ledendo i principi di legittimo affidamento, certezza del diritto ed uguaglianza.

di Paola Bonsignore e Pierpaolo Ceroli

"Oneri e onori" per il socio di Srl con “diritti diversi”

Si ritiene possibile attribuire, a titolo di “diritti particolari”, ai sensi dell'articolo 2468, comma terzo, del Codice civile, ad uno o più soci di società a responsabilità limitata “diritti diversi”. Secondo il Comitato interregionale dei Consigli notarili delle Tre Venezie, l’espressione “diritti” può essere letta in senso ampio, non solo in senso attributivo, ma anche riduttivo. Infatti, con la previsione dell’istituto dei “diritti particolari”, l’intento del legislatore è stato quello di modulare e graduare i diritti dei soci. Si ritiene pertanto che il contenuto dei “diritti particolari” possa riguardare posizioni soggettive aventi, non solo contenuto attivo, bensì anche contenuto passivo. Infine, la prospettata lettura del contenuto dei “diritti particolari” come “diritti diversi” consente di recepire nel regolamento sociale ciò che fino ad ora poteva essere oggetto dei soli patti parasociali..

di Angelo Busani e Elisabetta Smaniotto

Strumenti finanziari derivati: a regime le nuove regole contabili

L’articolo 2426, numero 11-bis, del Codice civile prevede la rilevazione in bilancio degli strumenti finanziari derivati e la loro valutazione al fair value a partire dall’1 gennaio 2016, anche per quelli in corso a tale data: è questa, probabilmente, la novità più rilevante in materia di bilancio introdotta dal Dlgs 139/2015. L’Organismo italiano di contabilità (Oic) ha predisposto, nel corso del 2016, il principio contabile Oic 32 “Strumenti finanziari derivati” che ha declinato in modo particolarmente dettagliato le nuove regole contabili. Inoltre, nel corso del 2017 l’Oic ha apportato alcuni emendamenti al principio contabile anche per rispondere a dubbi degli operatori. Pertanto, imprese e professionisti dispongono delle regole contabili che consentono di risolvere numerosi problemi, anche se la materia risulta complessa e sovente di non facile applicazione.

di Franco Roscini Vitali e Angelo Pascali

Enti del Terzo settore: gli obblighi contabili e di rendicontazione

L’universo delle attività svolte dal c.d. “Terzo settore” è in continua evoluzione e per il principio costituzionale di sussidiarietà si estende ad ambiti tradizionalmente facenti capo al settore pubblico, che non riesce più a gestirli in quanto al loro costo crescente si contrappone un flusso di entrate in continua contrazione. Nella complessità del regime transitorio per gli enti del Terzo settore (Ets), è stato utile il tempestivo intervento dell’autorità di vigilanza, attuato con la circolare del 29 dicembre scorso. Il documento che riguarda le regole per il riconoscimento degli enti contiene anche tre chiarimenti che attengono al regime transitorio degli obblighi contabili. Il perno della rendicontazione è dato dal bilancio di esercizio, alla cui compilazione e pubblicazione sono tenuti tutti gli enti. Sono inoltre previsti obblighi o modalità di rendicontazione particolari.

di Raffaele Rizzardi

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