NORME E TRIBUTI MESE

Rol: giro di vite della legge di Bilancio sugli interessi passivi delle partecipate estere

La legge 27 dicembre 2017, n. 205, ("legge di Bilancio 2018") interviene sul trattamento fiscale degli interessi passivi per i soggetti Ires che detengono partecipazioni in società estere, limitandone la deducibilità. Viene, infatti, eliminata, con l’abrogazione dell’ultimo periodo del comma 2 dell’articolo 96 del Tuir, la possibilità di includere nella base di calcolo del risultato operativo lordo, ai fini della determinazione della quota di interessi passivi ammessi in deduzione dal reddito imponibile, i dividendi percepiti a fronte di partecipazioni detenute in società controllate non residenti.

di Sofia Di Cave

Carried interest: il rischio sul capitale qualifica la tipologia di reddito

A sei mesi di distanza dall’entrata in vigore dell’articolo 60 del Dl 50/2017 che ha definito i criteri di qualificazione fiscale dei proventi da partecipazioni a società, enti o Oicr detenute da dipendenti e amministratori (c.d. carried interest ) è finalmente stata emanata la circolare esplicativa dell’agenzia delle Entrate. La materia era già stata affrontata incidentalmente nella prassi (risoluzione 103/E del 2012), ma era necessaria una più precisa e attuale definizione dei confini fra i proventi effettivamente derivanti da investimenti di capitali e quelli che costituiscono, in realtà, la remunerazione di lavoro prestato.

di Chiara Resnati

Fusioni transfrontaliere: riporto delle perdite anche nelle fusioni tra stabili organizzazioni in Italia

Un recente documento dell’agenzia delle Entrate (risoluzione 161/E del 22 dicembre 2017) ha fornito alcuni importanti chiarimenti sulla disciplina del riporto delle perdite in caso di fusioni (e scissioni) transfrontaliere, andando ad aggiungere un ulteriore tassello interpretativo nella lettura, non sempre agevole, dell’articolo 181 del Tuir. Il documento di prassi offre quindi l’occasione per provare a fornire una lettura sistematica di tale disciplina, analizzando le diverse fattispecie che possono realizzarsi nell’ambito di una fusione tra soggetti Ue – ma le medesime conclusioni sono valide per le scissioni – che coinvolga società italiane o stabili organizzazioni italiane di società europee.

di Giacomo Albano

IVA

Detrazione dell'Iva: le Entrate fanno luce sulle nuove regole

II nuovi termini per l’esercizio del diritto a detrazione mettono a dura prova l’organizzazione e il processo di gestione e di contabilizzazione delle fatture passive da parte di imprese e professionisti. Partendo dalla normativa unionale e interna, si è cercato di verificare operazione per operazione l’applicazione delle regole e le sue conseguenze applicative all’interno dell’impresa. Sicuramente la prima decisione da prendere è come gestire le fatture ad esigibilità 2017 ricevute nello stesso anno e non ancora registrate o attraverso la creazione di un sezionale (che sembra più adeguato) o attraverso una reportistica periodica la guida nell’analisi è fornita anche dalla circolare 1/E/2018 che ha cercato di illustrare le conseguenze delle regole introdotte dal Dl 50/2017.

di Benedetto Santacroce

L'affidamento del contribuente tra circolari e norme di legge

Da tempo ormai l’applicazione di molte norme tributarie è subordinata all’interpretazione che di esse fornisce l’agenzia delle Entrate mediante circolari. In particolari situazioni, come nei casi di benefici fiscali, detrazioni o crediti di imposta, si attende spesso l’emanazione del provvedimento amministrativo prima di fruirne concretamente, onde evitare possibili conseguenze sanzionatorie. Talora i documenti di prassi hanno introdotto nuovi adempimenti rispetto alla normativa di riferimento, imponendo ai contribuenti ulteriori formalità procedurali.   Ne consegue che il riscontro del corretto adempimento o della applicazione della specifica disposizione fiscale non sembra più avere come riferimento solo la disposizione normativa ma anche la circolare. Tuttavia, come confermato anche da giurisprudenza consolidata, le interpretazioni dell’Amministrazione rappresentano solo un “parere” che non vincola il contribuente, tanto meno il giudice.

di Laura Ambrosi

Dichiarazione infedele: ricorso all’analogia e mancate abrogazioni

La riforma del diritto penale tributario, quale risultante dal Dlgs 74/2000, attuata con il Dlgs 158/2015, ha avuto, tra gli obiettivi, quello di sanzionare penalmente soltanto le falsità inerenti ai dati oggettivi, riservando per le falsità valutative le sanzioni tributarie già rigorosamente previste dallo stesso decreto. Per conseguire questo risultato di depenalizzazione del reato di “dichiarazione infedele” (non fraudolenta) di cui all’articolo 4 è stato introdotto il nuovo comma 1-bis. Nella chiarezza assoluta della formula usata dal legislatore, ci si chiede allora se gli “elementi passivi” ivi citati possano essere estesi analogicamente, trattandosi appunto di estensione “ in bonam partem ”. Il punto non sembra essere stato finora esaminato specificamente.

di Ivo Caraccioli

Trust familiare: speciali benefici fiscali con la legge "Dopo di noi"

La speciale conformazione del trust c.d. “familiare” nella legge 112/2016 ne evidenzia la duplice rilevanza sistematica: da un lato, il legislatore ha ravvisato il presupposto impositivo nell’incremento del patrimonio di un soggetto diverso dal disabile grave e, dall'altro, ha confermato la tendenza del sistema ad utilizzare la fiscalità c.d. di vantaggio per incentivare l'azione dei “cittadini attivi” che si affiancano all'Amministrazione. Ci si domanda, però, se le potenzialità dell’istituto saranno ridimensionate dalla previsione di un limitato ambito soggettivo di applicazione, dalla mancata estensione dell’agevolazione ai beneficiari del patrimonio residuo, dalla clausola di invarianza nonché dalla omessa considerazione della imposizione diretta. C’è la sensazione che, comprese le reali risorse del trust , il legislatore abbia deciso di incentivarne la costituzione e che sia maturo il tempo per una sua organica regolazione nazionale.

di Giulia Orazzini

Oic: modifiche e integrazioni ai principi contabili già nei bilanci 2017

L’Organismo italiano di contabilità (Oic) ha apportato alcune modifiche e integrazioni ai principi contabili nazionali anche per rispondere a dubbi segnalati dagli operatori. Le novità si applicano dai bilanci relativi all’esercizio 2017. Tuttavia, in alcuni casi, il redattore del bilancio deve prestare particolare attenzione all’informazione comparativa con riferimento all’esercizio precedente. Inoltre, è stato abrogato il principio contabile Oic 6 e integrato l’Oic 19 che contiene ora alcune disposizioni già previste nel documento abrogato. L’Oic ha pubblicato anche i testi consolidati relativi ai principi contabili emendati.

di Franco Roscini Vitali

Gruppi di imprese: con la legge delega percorso ad hoc per la gestione delle crisi

Con la legge 155 del 19 ottobre 2017 è stata attribuita al Governo la delega per riformare la disciplina delle crisi di impresa e dell'insolvenza. In tale ambito all'articolo 3 della citata legge il legislatore impone al Governo, nell'esercizio della delega, di prevedere uno specifico trattamento dei Gruppi di imprese nel panorama degli strumenti di gestione delle crisi di impresa e di liquidazione giudiziale. Colmando il vuoto legislativo fin d'ora interessante la materia, la legge di riforma mira pertanto a consentire una gestione unitaria delle crisi dei gruppi.

di Giuliano Buffelli

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