NORME E TRIBUTI MESE

Criptovalute tra rischio riciclaggio e inserimento in Dichiarazione dei redditi

Nell’approcciarsi alle valute virtuali, gran parte delle Istituzioni governative e delle Autorità di vigilanza, a vario titolo, ne hanno segnalato la pericolosità sul piano dell’utilizzo, diretto o indiretto, per scopi criminali. Il nostro Governo, nella relazione al Parlamento sulla politica dell’informazione per la sicurezza, ne ha denunciato le criticità legate ad un potenziale impiego a fini di riciclaggio, evasione fiscale, esportazione illecita di capitali e finanziamento del terrorismo. In materia fiscale il legislatore non è ancora intervenuto con norme ad hoc, consistendo l’unica pronuncia dell’Amministrazione finanziaria finora esistente nella risoluzione dell’agenzia delle Entrate 72/E del 2016 e della risposta della Direzione regionale della Lombardia della medesima Agenzia all’interpello 956-39/2018.

di Valerio Vallefuoco

Scissione negativa: ammissibilità, finalità e problematiche fiscali

Per diverse motivazioni di ordine strategico aziendale, in particolare nell’ambito dei gruppi d’impresa, viene talvolta analizzata la perseguibilità dell’ipotesi di realizzazione di una operazione di scissione nonostante il patrimonio netto contabile (e talvolta reale) di ciò che verrebbe scisso abbia valore negativo. Dottrina e giurisprudenza, in questi ultimi anni, hanno esaminato il problema, peraltro non privo di interesse per le conseguenze sul piano fiscale. Ultimo, in ordine di tempo, il documento del Cndcec del 19 luglio scorso.

di Giorgio Gavelli e Fabio Giammoni

Insolvenze transfrontaliere: strada aperta per riconoscimento ed esecuzione dei provvedimenti stranieri

Se il debitore estero è insolvente, e ha una dipendenza in Italia, il giudice italiano può aprire una procedura riferita ai beni posseduti in Italia. E così, se il debitore italiano è insolvente ed ha una dipendenza in un Paese della Comunità europea, il giudice estero può aprire una procedura anche in quel Paese. La legge 155 del 19 ottobre 2017 per la riforma della disciplina della crisi di impresa  e dell’insolvenza recepisce espressamente  la più recente normativa europea, come il regolamento (Ue) 2015/848 che regola le insolvenze transfrontaliere e prevede già i modelli per le comunicazioni e per le insinuazioni dei crediti.

di Guido Puccio

IVA

E-fattura: riviste le prassi degli operatori economici per emissione, ricezione e detrazione dell'imposta

La fattura elettronica obbligatoria tra privati ha un impatto operativo sulle procedure adottate da imprese e professionisti per gestire la certificazione dei corrispettivi. L’effetto più evidente è l’obbligo per i contribuenti di abbandonare le prassi Iva che fino ad oggi caratterizzano le fasi di emissione e ricezione della fattura, nonché le regole che consentono la detrazione dell’imposta. Si devono riconfigurare, in particolare, i processi con cui si gestiscono le fatture immediate, le fatture differite, le note di variazione, le fatture accompagnatorie e la tempistica di detrazione dell’imposta. L’analisi svolta evidenzia queste prassi e il loro necessario mutamento.

di Benedetto Santacroce

Residenza fiscale delle persone fisiche: per la Cassazione non servono riscontri fattuali

Le persone iscritte nell’anagrafe della popolazione residente in Italia si devono considerare, in applicazione del principio stabilito dall’articolo 2 del Tuir, comunque residenti e, pertanto, soggetti passivi di imposta in Italia per i redditi ovunque prodotti. Questo quanto ribadito dai giudici della Suprema Corte con l’ordinanza 16634 dello scorso giugno. La pronuncia, elevando l’iscrizione anagrafica a presunzione assoluta di residenza nel territorio dello Stato, non prende in esame quanto previsto dalle convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni (che valorizzano soprattutto il riscontro di elementi fattuali) e dall’articolo 75 del Dpr 600/1973 che prevede che «nell’applicazione delle disposizioni concernenti le imposte sui redditi sono fatti salvi gli accordi internazionali resi esecutivi in Italia». Si tratta di un orientamento formalistico, la cui fondatezza suscita molte perplessità.

di Massimo Antonini e Paolo Piantavigna

“Pace fiscale” e istituti deflattivi: al contribuente le valutazioni di convenienza

Gli istituti deflattivi del contenzioso sono un importante strumento per evitare di proseguire con una controversia tributaria i cui tempi, costi e (soprattutto) esito sono più che mai incerti. Con essi, infatti, il contribuente ottiene immediati benefici, in cambio di un impegno a pagare rinunciando alla lite. Per contribuente ed erario, quindi, c’è l’immediata certezza in termini di costi (ed entrate per il fisco) ed esito dell’atto impositivo notificato. Recentemente è stata introdotta la c.d. “pace fiscale” che, affiancandosi a detti istituti, impone delle attente valutazioni di convenienza. La pace fiscale, le cui prime scadenze sono state il 13 ed il 23 novembre scorsi, si presenta tuttavia ancora particolarmente lacunosa e di dubbia convenienza. In sintesi, i benefici ora introdotti devono essere confrontati con gli ordinari istituti deflattivi del contenzioso, così da comprendere se possa esistere un concreto interesse per il contribuente a definire secondo l'una o l’altra modalità, piuttosto che proseguire con un giudizio dinanzi al giudice tributario.

di Laura Ambrosi

È meritevole il patto parasociale accessorio al decreto di omologa della separazione personale

È valido il patto parasociale di durata quinquennale concernente la materia delle nomine dei membri del consiglio di amministrazione, dei sindaci e del presidente di una società per azioni, stipulato nell’ambito di un più ampio regolamento negoziale concluso in occasione di una separazione personale tra coniugi, poiché esso non determina lo svuotamento dei poteri dell'assemblea, né una compressione esorbitante del diritto di proprietà. Così si è espressa la Cassazione in una recente pronuncia. Secondo l'Autorità giudiziaria il giudizio di meritevolezza dell’accordo parasociale deve essere effettuato alla luce del contesto nel quale è concluso (nel caso di specie, nell’ambito della divisione dei beni caduti nel regime di comunione legale), cosicché la validità del patto parasociale non risenta delle «vicende che concernono il successivo svolgimento dell’impresa sociale» cui esso accede.

di Angelo Busani e Elisabetta Smaniotto

Enti cooperativi: le indicazioni di Assirevi per bilanci “certificati”

Nello scorso marzo Assirevi ha emesso il Documento di Ricerca 215 “La relazione di revisione sul bilancio: linee guida per casi particolari” al fine di fornire linee guida e chiarimenti ai revisori contabili alla luce delle recenti novità professionali introdotte in materia di informativa finanziaria e di principi di revisione (Isa Italia). Il DDR 215 affronta in particolare alcune novità normative e, a seguito delle modifiche apportate ai principi di revisione con le Determine della Ragioneria Generale dello Stato del 15 giugno e del 31 luglio 2017, ritorna anche su talune circostanze già trattate in precedenti documenti. Con il presente contributo si approfondiscono e commentano le indicazioni fornite relativamente all’attività di revisione contabile dei bilanci degli Enti Cooperativi, la cosiddetta “certificazione”, che risulta necessaria per legge al verificarsi del superamento di determinati parametri, e che quindi interessa un numero rilevante di enti.

di Massimo Tamburini e Serena Manini

Crisi d'impresa: con le modifiche al Codice civile più responsabilità agli organi di controllo interno

A pochi mesi dall’insediamento del nuovo governo il ministero della Giustizia ha licenziato lo scorso ottobre lo schema di decreto legislativo recante il “Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza” in attuazione della legge delega 155 del 19 ottobre 2017. Il decreto, per quanto attiene alla riforma della legge fallimentare, entrerà in vigore decorsi 18 mesi dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale . Le modifiche al Codice civile, contenute nel detto decreto, avranno, invece, decorrenza il trentesimo giorno successivo alla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale . Considerata l’applicazione con effetti pressoché immediati rispetto alla pubblicazione, ne vengono qui illustrate le più rilevanti. Fra le più incisive vanno segnalate anzitutto le misure di allerta.

di Giuliano Buffelli

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