NORME E TRIBUTI MESE

Nuovo bilancio:  al via l'allineamento delle regole fiscali

Il Dlgs 139/2015, pur avendo introdotto sostanziali modifiche sulle rappresentazioni a bilancio, non contiene alcuna disposizione di carattere fiscale. Pertanto, al fine di allineare in larga parte le valorizzazioni civilistiche e fiscali del bilancio 2016, il legislatore ha introdotto, con la legge di conversione del decreto c.d. “milleproroghe”, le tanto attese modifiche alla normativa fiscale. Le nuove disposizioni ripercorrono sostanzialmente l’ iter già sperimentato per l’introduzione dei principi Ias, vale a dire: valenza, anche fiscale, dei criteri seguiti in bilancio ad esclusione delle valutazioni per le quali prevalgono comunque i criteri tributari, piena valenza fiscale della nuova modalità di rilevazione dei derivati e delle operazioni di copertura, riconoscimento del fair value e del costo ammortizzato e trattamento delle componenti straordinarie. A ciò si affiancano articolate indicazioni circa il regime transitorio nonchè la disciplina della c.d. prima applicazione dei nuovi Oic, analoga alla first time adoption (Fta) da parte dei soggetti Ias.

di Renzo Parisotto

Conferimenti di partecipazioni di controllo: neutralità anche per le società di persone

L’articolo 177, comma 2, del Tuir, che disciplina lo scambio di partecipazioni di controllo mediante conferimento, è stato oggetto di diverse e non sempre concordanti interpretazioni da parte dell’Amministrazione finanziaria. In una prima fase, infatti, è stata costantemente negata la possibilità di applicare il regime di neutralità indotta a tali operazioni nell’ambito dei gruppi societari. Successivamente, ribaltando l’approccio interpretativo, si è sostenuto che il meccanismo del “realizzo controllato” sia applicabile alle operazioni di scambio di partecipazioni attuate, indistintamente, tra soggetti terzi o tra soggetti appartenenti al medesimo gruppo societario. Nonostante i numerosi interventi dell’agenzia delle Entrate, sussistono ancora alcuni dubbi interpretativi circa la natura del soggetto conferitario, con particolare riferimento alla possibilità di includere tra i soggetti beneficiari della disciplina le società di persone e i soggetti non residenti.

di Giacomo Albano

Le nuove Cfc e i regimi speciali: il caso delle immobiliari svizzere 

Se in passato, fino al periodo d’imposta 2015, al fine di individuare un Paese a fiscalità privilegiata era sufficiente fare riferimento agli specifici elenchi rilasciati dall’Amministrazione finanziaria, oggi i contribuenti, oltre a non avere più un riferimento univoco e certo, si trovano nella condizione di dover effettuare un’analisi caso per caso. Situazione ulteriormente complicata da quanto stabilito – e recentemente ribadito dalla circolare 35/E del 2016 delle Entrate - in termini di regimi speciali e, ancora di più, con riferimento ai regimi speciali fruiti parzialmente, per i quali è necessario anche svolgere un'analisi circa la prevalenza dell’attività soggetta al suddetto regime rispetto alle altre attività svolte dalla società. Il caso delle società immobiliari elvetiche che detengono immobili all’estero è in questo senso emblematico.

di Chiara Resnati e Alberto Trainotti

IVA

Iscrizione al Vies: un obbligo formale senza effetti Iva

La soggettività passiva Iva di un operatore è determinata dall’attività economica svolta e non dalla sua identificazione fiscale ovvero dalla sua iscrizione al Vat Information Exchange System (Vies). Questo principio, derivante dal dettato della norma unionale (articoli 9 e 213 della direttiva 2006/112/Ce) e ribadito, senza possibilità di dubbio, sia dalla Corte di giustizia (ultimo intervento la sentenza relativa alla causa C 21/2016) sia dalla Corte di Cassazione, non è però stato ancora ben compreso dalle autorità fiscali che, tramite la loro azione di interpretazione, sostengono la natura sostanziale della predetta iscrizione facendo venir meno la soggettività dell’operatore. Questo crea incertezze normative e distorsioni applicative all’interno dell’Unione europea che la direttiva non ammette.

di Anna Abagnale e Benedetto Santacroce

Impugnabilità dell'estratto di ruolo: tutela anticipata e decorrenza dei termini

La procedura di definizione agevolata degli affidamenti a Equitalia, prevista nell’articolo 6 del Dl 193/2016, riporta di attualità il tema della impugnabilità degli estratti di ruolo, oggetto di attenzione di una sentenza del 2015 delle Sezioni unite della Corte di Cassazione. È noto infatti che per individuare i carichi esistenti al 31 dicembre 2016, potenzialmente interessati dalla definizione, occorre procurarsi l’estratto di ruolo che rilascia l’agente della riscossione. Dall’esame di tale documento potrebbero emergere partite pendenti risalenti, in relazione alle quali il debitore non ha mai ricevuto alcuna valida notifica di un atto di imposizione, nonostante le diverse risultanze di Equitalia. Si ripropone così la questione delle modalità e dei tempi dell’esercizio del diritto di difesa del contribuente.

di Luigi Lovecchio

Società "conduit": i (limitati) rischi penal-tributari dopo il "progetto Beps"

In assenza di un trattato contro le doppie imposizioni esistente tra il Paese di residenza e quello nel quale si intende investire, ovvero in presenza di un trattato non particolarmente attraente, si ricorre sovente alla creazione di una struttura estera, a carattere intermedio (c.d. ”conduit ”), la quale consenta di ridurre l’onere tributario attraverso lo sfruttamento delle disposizioni dei trattati esistenti tra i diversi Paesi. Merita attenzione l’impatto che le differenti strutture di società “ conduit ” – quelle costituite esclusivamente (o principalmente) con la finalità di evasione (o di risparmio illecito) fiscale – possono avere sulla realizzazione in concreto degli estremi dei delitti tributari in materia di imposte dirette ed Iva di cui al Dlgs 74/2000, modificato dal Dlgs 158/2015. L’attività di accertamento e prova di tali illeciti non può prescindere, come sottolineato dall'agenzia delle Entrate con la circolare 16/E del 2016, dalle raccomandazioni Ocse, sebbene non abbiano, di per sé, natura normativa.

di Ivo Caraccioli

Non solo attività agricola, la società semplice entra negli studi professionali

La società semplice è stata tradizionalmente utilizzata per l'esercizio di “attività agricola” tuttavia tale impostazione restrittiva deve intendersi ormai superata a seguito di una serie di disposizioni legislative e di interventi giurisprudenziali che hanno legittimato il ricorso al modello societario in esame per esercitare anche “attività diverse” (articolo 2249 del Codice civile). Numerose norme tributarie, infatti, hanno sollecitato la trasformazione di società commerciali in società semplici aventi come oggetto esclusivo o principale la gestione di beni immobili o di beni mobili (per cui la società semplice può avere come oggetto esclusivo o principale la gestione di beni in sua proprietà). Oggi è possibile ricorrere a questo tipo societario anche per esercitare attività professionali (combinando le regole della “società tra professionisti” con quelle della "società semplice").

di Angelo Busani e Elisabetta Smaniotto

Oic 17: le novità su bilancio consolidato e metodo del patrimonio netto

Il documento Oic 17 è certamente uno dei nuovi principi contabili pubblicati dall’Organismo italiano di contabilità maggiormente coinvolti dalle modifiche introdotte nelle norme italiane di redazione dei bilanci. Oltre infatti a recepire di riflesso le modifiche applicabili ai bilanci d’esercizio in tema di struttura e contenuto degli schemi di bilancio, nonché di principi generali e di criteri di valutazione delle singole voci, subisce anche interventi prettamente relativi alle specificità del processo di consolidamento e della valutazione con il metodo del patrimonio netto.

di Luca Magnano San Lio e Luisa Polignano

Sopravvenienze da esdebitazione e plusvalenze da cessione: effetti Irap

Tra gli interventi di maggiore rilievo portati dal Dlgs 139/2015 in recepimento della direttiva 2013/34/Ue (c.d. "decreto bilanci") v'è la soppressione dell'area straordinaria del conto economico. Nell'attuale sistema contabile, ove le regole risultano preordinate ad una corretta determinazione del reddito imponibile, l'intervento normativo del suddetto decreto genera sicure implicazioni anche da un punto di vista fiscale (principio di derivazione rafforzata). Si approfondiscono i riflessi di tale eliminazione sull'imponibilità ai fini Irap delle sopravvenienze attive da esdebitazione e plusvalenze da cessione dei beni ai creditori derivanti da procedure concorsuali e preconcorsuali, svolgendo un esame organico delle norme tributarie di riferimento anche alla luce del recente intervento legislativo, c.d. decreto "milleproroghe" (articolo 13-bis del Dl 244/2016), che ha inteso coordinare la nuova disciplina di bilancio prevista dal Dlgs 139/2015 con la disciplina tributaria in materia di imposte dirette e di Irap.

di Giuliano Buffelli

loader