NORME E TRIBUTI MESE

Iperammortamento: autonomia dell’agevolazione e questioni applicative

La nuova disciplina del c.d. "iperammortamento", introdotta dalla legge di Bilancio 2017, pur ricalcando in larga parte quella già consolidata del superammortamento, si configura quale autonoma agevolazione, con regole applicative che per diversi aspetti si discostano dalla disciplina “originaria”. Infatti, sotto il profilo soggettivo ed oggettivo, nonché sotto il profilo applicativo, i due incentivi presentano differenze rilevanti che meritano di essere analizzate. Tra queste si evidenzia l'esclusione dal beneficio degli esercenti arti e professioni e il mancato riferimento nelle nuove disposizioni alla possibilità di applicare la maggiorazione del 150% anche ai canoni di leasing . Tale mancato richiamo tuttavia non può portare ad escludere gli investimenti in leasing dal novero dell’agevolazione. Una simile conclusione, infatti, violerebbe il consolidato principio di tendenziale equivalenza tra l’acquisizione in proprietà e quella effettuata tramite contratto di leasing .

di Giacomo Albano

Esterovestizione e trasferimenti di sede: il coordinamento rimane difficile

Il c.d. decreto internazionalizzazione (Dlgs 147/2015) ha, da ultimo, inserito nel Tuir l'articolo 166-bis. Trattasi di una specifica disposizione in tema di riconoscimento dei valori fiscali in ingresso in ipotesi di trasferimento della residenza nel territorio dello Stato da parte di imprese commerciali. L'articolo 166-bis colma un vuoto normativo: il legislatore fiscale aveva sinora previsto esclusivamente l'opposta ipotesi del trasferimento all'estero della residenza (c.d. "exit tax"). Sia l'articolo 166 che l'articolo 166-bis del Tuir devono essere valutati alla luce della disposizione generale del Tuir relativa alla residenza fiscale delle società e degli enti. Inoltre, è opportuno comprendere l'operatività di questo tema di stringente attualità in ipotesi di c.d. "esterovestizione societaria"

di Marco Piazza e Giacomo D'angelo

IVA

Note di variazione: la legge di Bilancio detta il cambio di rotta

L’imposta sul valore aggiunto deve essere corrisposta, o più esattamente liquidata a debito, soltanto sull’importo effettivamente conseguito dal cedente o prestatore, ma la possibilità di operare una riduzione rispetto ad un’operazione già oggetto di fatturazione deve essere disciplinata per legge, anche in relazione alle cautele occorrenti per evitare che vengano stornate operazioni da assoggettare ad imposta. L’occasione per commentare le ora vigenti disposizioni dell’articolo 26 della legge Iva discende dal succedersi delle leggi Finanziarie per il 2016 e il 2017: la prima ha completamente riscritto la disposizione e la seconda l’ha mutilata della nuova rilevanza nell’ambito delle procedure concorsuali o comunque di composizione delle crisi da sovraindebitamento, che di fatto non è mai entrata in vigore, in quanto la legge Finanziaria 2016 l’avrebbe fatta decorrere dalle procedure aperte a partire dal 1° gennaio 2017.

di Raffaele Rizzardi

Evasione fiscale e riciclaggio: quando segnalare le operazioni sospette

I proventi di evasione fiscale nella misura in cui integrano un delitto sono potenzialmente idonei a generare i reati di riciclaggio o di autoriciclaggio. L’”apparato” preventivo volto ad individuare queste possibile forme illecite è rappresentato, oltre che, ovviamente, dalle indagini svolte dalle competenti autorità, dagli obblighi in capo ai professionisti dell’area economico-giuridica e agli intermediari finanziari. Tra questi obblighi certamente il più delicato, per gli ampi margini di discrezionalità che presenta e per le conseguenze che ne derivano in caso di condotte omissive, è rappresentato dalla segnalazione di operazioni sospette. Traendo spunto dai documenti di analisi prodotti dall’Unità di informazione finanziaria, viene esaminata la casistica su ipotesi di riciclaggio che fanno seguito a determinate operazioni. Tali operazioni potrebbero interessare i consulenti tributari e legali in quanto connesse a pratiche relative a fenomeni di evasione fiscale.

di Antonio Iorio e Sara Mecca

Scissione di società: inammissibilità dell'azione revocatoria ordinaria 

L’atto di scissione di una società non può essere oggetto di azione revocatoria ordinaria promossa dai creditori della società scissa, dal momento che i rimedi che il legislatore ha previsto per dare stabilità alle operazioni di scissione e fusione sono tipici e costituiscono un sistema idoneo a soddisfare anche le residuali esigenze dell’azione revocatoria che rappresenta, invece, un istituto di carattere “generale”. Dal momento che il diritto di opposizione, concesso ai creditori nelle operazioni di scissione, e l’azione revocatoria ordinaria tutelano il medesimo interesse, la possibilità di ricorrere indistintamente all’uno o all’altra darebbe vita ad una situazione di confusione, a scapito della necessità di assicurare certezza ai rapporti e ai traffici economici derivanti dalle operazioni di scissione e di fusione. È quanto stabilito dal Tribunale di Roma che con l’ordinanza del 7 novembre scorso si è soffermato sulla natura della scissione e sulle azioni che possono essere esperite dai creditori delle società coinvolte nell'operazione.

di Angelo Busani e Elisabetta Smaniotto

Debiti e costo ammortizzato: come cambia la rilevazione in bilancio

L’Organismo italiano di contabilità ha emesso il nuovo principio contabile Oic 19 sui debiti a seguito delle novità introdotte nella disciplina di bilancio dal Dlgs 139/2015. Di particolare rilevanza è, sotto questo profilo, l’introduzione del criterio del costo ammortizzato e del processo dell’attualizzazione (in termini obbligatori per le imprese medio-grandi e facoltativi per le piccole imprese e le micro-imprese). Con riguardo a tali istituti, l’Oic 19 fornisce anche puntuali indicazioni sull’applicazione dei principi della rilevanza e della sostanza economica, nonché sul trattamento delle ristrutturazioni e rinegoziazioni dei debiti. La disciplina transitoria contenuta nel citato decreto, viene ripresa nel principio contabile che dedica un paragrafo ad hoc al passaggio dalle vecchie regole alle nuove disposizioni.

di Marco Venuti

Schemi di bilancio: più elasticità con i nuovi principi contabili

Le modifiche apportate agli schemi di bilancio previsti dal Codice civile e dal Dlgs 139/2015 (c.d. “decreto Bilanci”) rappresentano, da un lato, la conseguenza diretta delle novità introdotte dal legislatore dell’Unione europea (direttiva 34/2013/Ue) sui prospetti, dall’altro, il naturale riflesso delle nuove disposizioni inerenti la contabilizzazione di poste ed operazioni. Si ricostruiscono i cambiamenti effettuati alla disciplina giuscontabile, così come interpretata e integrata dai principi contabili nazionali pubblicati nella loro versione definitiva nel dicembre 2016 e, in particolar modo, dall’Oic 12, principio che si occupa degli elementi costitutivi gli schemi di bilancio. Le norme che sono oggetto di analisi sono entrate in vigore il 1° gennaio 2016 e si applicheranno, per questo, per la prima volta ai bilanci che chiudono il proprio esercizio il 31 dicembre 2016.

di Matteo Pozzoli

Transazione fiscale: le nuove regole aprono all'Iva e alle ritenute

L’istituto della transazione fiscale non è del tutto nuovo nel panorama legislativo italiano. Tuttavia, tale istituto, considerata la farraginosità della norma che lo introduceva, è sempre stato operativamente poco utilizzato. Con il recente intervento sull’articolo 182-ter della legge fallimentare, apportato dalla legge di Bilancio 2017, l'istituto si presenta profondamente rinnovato, a partire dalla rubrica dell'articolo da cui scompare la controversa definizione di transazione fiscale. Tra le numerose novità, si evidenzia che, in netta discontinuità con la previgente previsione normativa e con l’indirizzo interpretativo della Corte di Cassazione, si introduce l’obbligatorietà dell’utilizzo di tale strumento. Viene poi eliminato dal dettato normativo il tanto criticato limite, previsto dal testo previgente, secondo cui per l’Iva e per le ritenute operate ma non versate, la proposta poteva prevedere esclusivamente la dilazione di pagamento.

di Giuliano Buffelli

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