NORME E TRIBUTI MESE

Participation exemption e requisito di commercialità per le società di gestione immobiliare

L’esercizio in via principale di attività di locazione di immobili presuppone, senza possibilità di prova contraria, l’assenza del requisito di commercialità. La presunzione legale in esame riguarda certamente le società che svolgono un'attività di gestione meramente passiva del patrimonio immobiliare da esse posseduto. Maggiori problematicità si riscontrano in caso di gestione “attiva” del patrimonio e cioè di una locazione immobiliare “integrata” da servizi accessori. Caso tipico è quello della locazione di immobili all’interno di centri o gallerie commerciali. Secondo la prassi amministrativa, con un orientamento che non appare del tutto convincente, per qualificare i servizi accessori alla locazione come di significativa entità occorre riferirsi non soltanto alla natura dei servizi resi ma, soprattutto, al requisito quantitativo della prevalenza dei ricavi derivanti dalla prestazione di tali servizi su quelli di cui all'attività locatizia.

di Luca Miele

Legge di Bilancio 2017: al via i nuovi incentivi fiscali all'imprenditorialità innovativa

Le misure che negli ultimi anni sono state introdotte per favorire lo sviluppo di processi d'innovazione in campo industriale, nell'ottica di rendere maggiormente competitiva l'economia nazionale, operano ciascuna secondo dinamiche peculiari. Ci si riferisce al regime agevolativo delle starp-up e dell Pmi innovative, al credito d'imposta per lo svolgimento di attività di ricerca e sviluppo e al patent box . Ciò le rende idonee a dinamiche di interazione reciproca, tali da configurare un vero e proprio sistema di incentivi all'imprenditorialità innovativa. Anche a fronte dei significativi interventi di riforma, recati da ultimo dalla legge di Bilancio 2017, che prevedono il potenziamento di misure fiscali di natura agevolativa, si evidenziano talune auspicabili linee di completamento e razionalizzazione del sistema.

di Paolo Falchi

Lo scambio automatico di informazioni segna la fine del segreto bancario

L’interesse del fisco verso gli investimenti all’estero detenuti dai propri contribuenti è sempre stato molto alto. Alla base vi è la presunzione che investendo in altri Paesi i contribuenti possano evadere o eludere l’imposizione alla quale gli stessi investimenti sarebbero stati sottoposti se fossero stati realizzati nel Paese di residenza. Per questo motivo, soprattutto negli ultimi anni, vi è stato un forte impulso a livello globale allo sviluppo di normative antiabuso e antielusione tra le quali rilevano in modo particolare quelle che stanno portando alla realizzazione di un sistema di scambio automatico multilaterale di informazioni tra Amministrazioni fiscali di diversi Paesi.

di Marco Piazza e Alberto Trainotti e Chiara Resnati

Cfc rules: applicabilità anche alle controllate residenti nella Ue

Contrariamente a quanto, a volte, erroneamente ritenuto, le Controlled Foreign Companies rules possono trovare applicazione anche in caso di controllo di imprese residenti in Paesi dell’Unione europea o aderenti allo Spazio economico europeo. Questo quando i proventi di tali imprese provengono, per più del 50 per cento, da “ passive income ” o da prestazioni di servizi rese nei confronti di altre società del gruppo e sono assoggettati a tassazione effettiva inferiore a più della metà di quella a cui sarebbero stati soggetti ove residenti in Italia. Particolarmente complessa è la verifica del “ tax rate test ”, che comporta il confronto tra la “tassazione effettiva estera” della controllata e la sua “tassazione virtuale domestica”.

di Andrea Vasapolli e Guido Vasapolli

IVA

Gruppo Iva europeo: un'opzione alternativa per i consorzi

Il nostro ordinamento prevede uno specifico regime Iva di esenzione applicabile ai consorzi, in presenza di determinati requisiti e condizioni, per i servizi resi ai consorziati ove questi abbiano una limitata percentuale di detrazione. Tale disciplina, tuttavia, evidenzia talune rigidità e difficoltà operative. Con l’introduzione dell’istituto del Gruppo Iva recata dalla legge di Bilancio 2017, i limiti del suddetto regime vengono in parte superati. Uno degli aspetti fondamentali della nuova disciplina è l’irrilevanza ai fini Iva delle operazione rese/ricevute dai soggetti all’interno del Gruppo Iva. Di assoluta rilevanza è, infatti, il pro-rata di gruppo che verrà determinato unicamente in relazione alle operazioni effettuate verso terzi e applicato per gli acquisti effettuati all’esterno del Gruppo.

di Fabio Coaloa e Barbara Rossi

I confini tra dichiarazione fraudolenta e dichiarazione infedele

A seguito della riforma dei reati tributari di cui al Dlgs 74/2000, intervenuta con il Dlgs 158/2015, sono state profondamente modificate le fattispecie di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici e di dichiarazione infedele. Si pongono ora problemi interpretativi e sistematici rilevanti da esaminare sotto il profilo dottrinario e per le implicazioni giurisprudenziali, con riferimento ai procedimenti penali non solo in corso, ma anche già definitivamente conclusi, sulla base dei criteri di cui all’articolo 673 del Codice di procedura penale. Di fondamentale importanza sono al riguardo i nuovi profili della “fittizietà” (ad esempio dei costi), da intendersi ormai come vera e propria “inesistenza” (e questo per entrambi i reati indicati), che rappresentano un’autentica rivoluzione sistematica nella materia dei reati fiscali, anche alla luce delle nuove “definizioni” contenute nell’articolo 1 del decreto legislativo citato.

di Ivo Caraccioli

Aumento di capitale di Srl: la sottoscrizione si perfeziona con il consenso

In tema di società a responsabilità limitata, la deliberazione di aumento di capitale sociale a titolo oneroso ha natura consensuale (e non reale) e si configura come una proposta della società al socio che si perfeziona con l’accettazione da parte di quest’ultimo. Tale accettazione, non essendo soggetta a particolari formalismi, si può anche desumere da comportamenti concludenti. Dalla manifestazione di volontà negoziale di accettazione della proposta espressa dal socio, infatti, deriva l'acquisto da parte di quest'ultimo della partecipazione a lui offerta in opzione, rappresentante una frazione del nuovo capitale della società.

di Angelo Busani e Elisabetta Smaniotto

Principi contabili nazionali: le novità nella versione definitiva

L’Organismo italiano di contabilità ha ultimato l’aggiornamento dei principi contabili nazionali in base alle novità introdotte dal decreto legislativo 139/2015, che ha recepito la direttiva 34/2013. I nuovi principi, relativi alla redazione dei bilanci di esercizio e dei bilanci consolidati, si applicano ai bilanci con esercizio avente inizio a partire dall’1 gennaio 2016 o da data successiva. Si evidenzia che la versione definitiva contiene alcune novità e integrazioni rispetto alle bozze diffuse per la consultazione.

di Franco Roscini Vitali

Procedure concorsuali: la rottamazione delle cartelle al vaglio dei creditori

Con la rottamazione delle cartelle viene assicurato un gettito immediato allo Stato che nel contempo risparmia i costi del contenzioso e di un’esecuzione esattoriale spesso infruttuosa. Tra i debitori chiamati all’appello ci sono anche le procedure concorsuali. Aderire alla rottamazione rimane, per il curatore come per tutti gli altri interessati, una facoltà. Poiché l’adesione alla sanatoria integra un atto di straordinaria amministrazione, il curatore, prima di aderire, è tenuto a chiedere la preventiva autorizzazione del comitato dei creditori. Si evidenzia, tuttavia, che, concedendo tale autorizzazione, i creditori si vedrebbero postergati alle ragioni dei creditori “cartellizzati” e probabilmente si opporrebbero all’iniziativa del curatore.

di Fausta Brighenti

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